https://www.iubenda.com/api/privacy-policy/29130648/cookie-policy/no-markup
ex libris del nonno 1

DAL 1899 CON I LIBRI, tra i libri e per i libri


facebook
whatsapp
phone

Tel: +39 333 35 27 579   |   Mail: paolo.lubrano@gmail.com

ex libris del nonno 1

DAL 1899 CON I LIBRI, tra i libri e per i libri

DAL 1899 CON I LIBRI, tra i libri e per i libri

LUIGI, ALDO E PAOLO LUBRANO

MENU:


phone
facebook

phone
facebook

Tel: +39 333 35 27 579   |   Mail: paolo.lubrano@gmail.com

CONTATTI:

Tel: +39 333 35 27 579   |   Mail: paolo.lubrano@gmail.com

CONTATTI:

LUIGI, ALDO E PAOLO LUBRANO

LUIGI, ALDO E PAOLO LUBRANO

Tutte le immagini e i testi presenti nel sito riguardanti cataloghi e parte di essi, od opere prodotte e/o pubblicate da Luigi Lubrano, Aldo Lubrano, Lubrano e Ferrara
sono di proprietà di Paolo Lubrano unico erede in discendenza diretta dell'autore/editore.

ex libris del nonno 1

PRIVACY POLICY   |  COOKIE POLICY

www.paololubrano.com © All Right Reserved 2023 | Sito web realizzato da Falzio Experirence

LEGGI L'ARTICOLO

Giovanni Bresciano. I tipografi napoletani del XV e XVI secolo e le loro insegne

20/06/2025 08:52:00

Paolo

Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

Giovanni Bresciano. I tipografi napoletani del XV e XVI secolo e le loro insegne

Il documento è un contributo significativo alla storia della tipografia napoletana, con dettagli sulle insegne e i loro significati simbolici.

Secolo XV

screenshot-2025-06-21-alle-00.25.55.png

 

 

 

 

 

 

 

Immagine dell’insegna di Sisto Riessinger.

.

Sisto Riessinger (1471-1478): Prototipografo di Napoli, usò un'insegna con una figura femminile e uno scudo con le sigle "S.R.D.A." ​.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine dell’insegna di Cristiano Preller

.

Cristiano Prelle (1487-1498):                       Insegna con uno scudo bianco e un ceppo appoggiato su un monte. ​

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine dell’insegna di Aiolfo de Cantono 

.

Aiolfo de Cantono (1491-1496): Quadrato nero con sigle "AYO.CA". 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine dell’insegna di Antonio Gontier

.

Antonio Gontier (1493?) ​: Monogramma controverso interpretato come "AG". ​

.

.

 

 

 

.

Immagini tratte dal volume. Biblioteca personale.


L'insegna di Sisto Riessinger, prototipografo attivo a Napoli tra il 1471 e il 1478, è descritta come segue:

 

  • Rappresentazione: L'insegna raffigura una figura femminile rivolta a sinistra, che regge uno scudo. ​ Lo scudo contiene una lista o assicella simile alla lettera "I", attraversata da un dardo, su sfondo nero. ​
  • Elementi aggiuntivi: Sopra lo scudo si trova una striscia svolazzante con le sigle "S. R ​. D. A.", che significano "Sixtus Riessinger De Argentina", indicando l'origine del tipografo (Strasburgo). ​
  • Interpretazione: Si ritiene che l'insegna rappresenti l'arme di famiglia di Riessinger. ​
  • Utilizzo: Questa insegna appare in due sole edizioni: il Filocolo di Boccaccio (1478) e le Eroidi di Ovidio tradotte in volgare, probabilmente anch'esse del 1478. ​

 

L'insegna di Riessinger è considerata una delle prime insegne tipografiche utilizzate in Italia, sottolineando il suo ruolo pionieristico nella storia della stampa. ​

Le insegne di Sisto Riessinger si distinguono per il loro carattere pionieristico e simbolico, ma si confrontano con quelle di altri tipografi napoletani in diversi modi:

 

  1. Innovazione: L'insegna di Riessinger è una delle prime utilizzate in Italia, rendendolo un precursore nell'uso di simboli tipografici. ​ Altri tipografi napoletani, come Cristiano Preller e Aiolfo de Cantono, seguirono questa tradizione, ma le loro insegne apparvero successivamente.
  2. Simbolismo: L'insegna di Riessinger è ricca di simboli personali e familiari, come la figura femminile e le sigle "S. R ​. D. A." che indicano la sua origine. Al contrario, le insegne di altri tipografi, come quella di Cristiano Preller (uno scudo con un ceppo e un monte a tre cime) o Aiolfo de Cantono (uno scudo con le sigle "AYO.CA"), tendono a essere più semplici e legate al nome o alla professione.
  3. Estetica: L'insegna di Riessinger presenta un design elaborato con elementi figurativi e araldici. Altri tipografi, come Antonio Gontier, utilizzarono monogrammi o simboli più stilizzati, spesso meno dettagliati.
  4. Utilizzo limitato: L'insegna di Riessinger appare solo in due edizioni, mentre altri tipografi, come Aiolfo de Cantono, usarono le loro insegne in modo più costante nelle loro pubblicazioni. ​
  5. Evoluzione: L'insegna di Riessinger ha una variante con la figura femminile rivolta a destra, osservata in edizioni successive. ​ Questo tipo di evoluzione è meno comune nelle insegne di altri tipografi napoletani.

 

In sintesi, l'insegna di Riessinger si distingue per la sua innovazione, complessità e simbolismo personale, mentre le insegne di altri tipografi napoletani tendono a essere più semplici e funzionali, riflettendo una maggiore continuità e diffusione.


Cristiano Preller, attivo come tipografo a Napoli tra il 1487 e il 1498, utilizzava un'insegna tipografica ben definita. ​

 

Descrizione dell'insegna:

 

  • Forma: Rettangolo.
  • Elementi principali:
    • Scudo bianco: Al centro dello scudo si trova un ceppo (Prellblock in tedesco), appoggiato su un monte a tre cime. ​
    • Ornamenti: Il resto del rettangolo è decorato con ornati bianchi su fondo nero. ​
    • Scritta superiore: A lettere bianche, si legge Cristian Preller. ​

 

Riproduzione:

L'insegna è stata riprodotta da Kristeller e appare in alcune delle edizioni stampate da Preller.

 

Simbolismo:

  • Il ceppo e il monte a tre cime potrebbero rappresentare stabilità e forza, mentre gli ornamenti aggiungono un tocco di eleganza. ​

 

Cristiano Preller si distingue per l'uso di un'insegna semplice ma simbolica, che riflette la sua identità e il suo stile tipografico.

 

Le edizioni di Cristiano Preller (1487-1498) sono caratterizzate dall'uso di un'insegna tipografica distintiva. ​ 

Questa insegna raffigura:

  • Un rettangolo contenente uno scudo bianco.
  • Un ceppo (in tedesco "Prellblock") appoggiato a un monte a tre cime. ​
  • Ornamenti bianchi su fondo nero.
  • La scritta "CRISTAN PRELLER" in lettere bianche. ​

 

Questa insegna era un elemento ricorrente nelle sue stampe, rendendo facilmente riconoscibili le opere prodotte dalla sua officina. ​ 

 

Inoltre, alcune delle sue edizioni famose includono:

 

  • "Officium B. Virginis Mariae" (1490). ​
  • "Consuetudines Panormi" (1496). ​

 

Preller si distingue per l'attenzione ai dettagli grafici e per l'uso costante di simboli che riflettono la sua identità professionale e culturale. ​

 

Secondo il documento, alcune opere stampate da Cristiano Preller includono:

 

  1. "Officium B. Virginis Mariae" (1490, 9 aprile) - Reca nel colophon il nome di Preller. ​
  2. "Landino Cristoforo Formolario d'epistole volgari" - Senza nome di tipografo. ​
  3. "Missale Romanum" - Erroneamente attribuito da De Marinis a Giovanni Stengamer. ​
  4. "Consuetudines Panormi" (1496) - Stampate ad expensas Georgii Bert. ​

 

Queste opere dimostrano la produzione tipografica di Preller, che include testi religiosi e opere letterarie.


L'insegna di Aiolfo de Cantono, tipografo milanese attivo a Napoli tra il 1491 e il 1496, consiste in un quadrato nero con ornati marginali interni bianchi.

 ​

Al centro dello scudo bianco si trovano le sigle AYO.CA, che stanno per Ayolfus Cantonus. ​

 

Questa insegna è stata riprodotta dal Kristeller e utilizzata costantemente nelle stampe pubblicate da Aiolfo de Cantono durante il suo periodo di attività. ​


L'insegna di Antonio Gontier, tipografo attivo intorno al 1493, è un monogramma di dubbia interpretazione, che il Kristeller suggerisce possa essere letto come E?G. ​ 

 

Tuttavia, altre analisi, come quelle di Fava e Bresciano, propongono che la sigla debba essere interpretata come AG, attribuendola ad Antonio Gontier. ​

 

Questo monogramma appare in alcune edizioni, tra cui:

 

  • Officium B. Virginis Mariae (1490, 9 aprile), ​
  • Formolario d'epistole volgari di Cristoforo Landino, ​
  • Missale Romanum.

 

Si ipotizza che Antonio Gontier possa essere stato socio o editore del tipografo Cristiano Preller per un certo periodo. ​


Secolo XVI

 

  1. Giovanni Pasquet De Sallo (1517-1524)
    Insegna con San Giovanni Battista e sigle "I.P.D.S." ​.
  2. Caterina De Silvestro (1517-1523)
    Circolo con sigla "YHS". ​
  3. Giovanni Sultzbach (1529-1547)
    Diverse insegne, tra cui un crocefisso e un drago.
  4. Antonio e Sigismondo De Iovino (1530)
    Scudo con due leoni e stelle. ​
  5. Celio Alifano (1542-1543)
    Obelisco con la parola "Cilio". ​
  6. Giandomenico De Gallis (1546-1554)
    Gallo su libri e globo con motto "LITTERATIS CANTU VIGILIA MONET".
  7. Ambrogio De Mançaneda (1545)
    Losanga con albero e nido di uccelli.
  8. Giovan Paolo Suganappo (1546-1552)
    Croce latina con motto "AUXILIUM MEUM A DOMINO". ​
  9. Giovanni Maria Scotto (1559-1564)
    Diverse insegne, tra cui un'aquila e una croce latina.
  10. Giovanni De Boy (1566-1569)
    Due mani che si stringono con motto "SINE FRAUDE BONA FIDE".
  11. Anello Sanvito (1567-1575)
    Aquila reale e medaglione con simboli geometrici.
  12. Giuseppe Cacchi (1569-1592)
    Diverse insegne, tra cui Sansone e Orfeo.
  13. Orazio Salviani (1572-1592)
    Pellegrino errante e altre varianti. ​
  14. Giambattista Cappelli (1573-1585)
    Diverse insegne, tra cui una guerriera e l'àncora aldina.
  15. Marino D'Alessandro (1577-1593)
    Aquila coronata.
  16. Giovanni Giacomo Carlino (1579-1606)
    Diverse insegne, tra cui strette di mano e aquila. ​
  17. Eredi di Matteo Cancer (1579-1588)
    Usurpazione dell'àncora aldina. ​
  18. Felice Stigliola (1593-1595)
    Globo terrestre con motto "MUNDI VANITATES". ​
  19. Giuseppe Bonfadino (1594)
    Corona ducale.

L'INSEGNA DI GIOVANNI PASQUET DE SALLO

 

Giovanni Pasquet De Sallo, stampatore attivo a Napoli tra il 1517 e il 1524, utilizzò un'insegna che rappresenta San Giovanni Battista. ​

 

Descrizione dell'insegna:

  • Figura centrale: San Giovanni Battista, in piedi, che sostiene con la mano destra una doppia croce. ​ La croce termina superiormente con lo stendardo dell'«Agnus Dei» e inferiormente con un circolo contenente le sigle I.P.D.S. ​ (Joan Pasquet De Sallo). ​
  • Dettagli: La figura è circondata da un cordone.
  • Interpretazione errata: Lorenzo Giustiniani, bibliografo napoletano, erroneamente ritenne che l'insegna rappresentasse la figura del Salvatore. ​
     

Utilizzo:

L'insegna appare in alcune stampe di Giovanni Pasquet De Sallo, tra cui:

  • Manilii Cabacii Ralli Juvenilis Ingenii Lusus (1520).
  • Niphi Augustini De falsa diluvii prognosticatione (1519). ​
     

Caratteristiche:

  • Simbolismo religioso: L'insegna riflette un forte legame con la spiritualità, rappresentando San Giovanni Battista, figura centrale nella tradizione cristiana. ​
  • Dettagli artistici: L'uso di elementi come la croce e lo stendardo dell'«Agnus Dei» evidenzia una cura per i dettagli simbolici. ​
     

L'insegna di Giovanni Pasquet De Sallo è un esempio significativo di come i tipografi del Cinquecento utilizzassero simboli religiosi per caratterizzare le loro opere.


L'INSEGNA DI CATERINA DE SILVESTRO

 

Caterina De Silvestro, attiva come tipografa tra il 1517 e il 1523, utilizzò un'insegna che rappresenta:

  • Un circolo contenente due altri circoli concentrici. ​ Nel mezzo si legge la sigla YHS (un simbolo cristiano), su fondo bianco, circondata da un'aureola bianca su fondo nero. ​
     

Questa insegna appare, ad esempio, nei seguenti opuscoli:

  1. Joannes Abiosus Regni Neapolis ex Balneolo (1523). ​
  2. De praesagiis sapientum ad Adrianum VI Pont. ​ Max. di Giambattista Elisio (1523).
     

L'insegna richiama simboli religiosi e si avvicina a quella utilizzata dal tipografo Cosimo da Verona, che invece conteneva la figura del Sole al posto della sigla YHS. ​


L'INSEGNA DI GIOVANNI SULTZBACH

 

Giovanni Sultzbach, tipografo attivo a Napoli tra il 1529 e il 1547, utilizzò tre tipi distinti di insegne nelle sue edizioni:

  1. Crocefisso con fedeli:
    • Descrizione: Un quadrato nero, picchiettato di bianco, contenente un crocefisso con sei fedeli inginocchiati e un settimo in piedi. ​ Il crocefisso e i fedeli sono rappresentati in bianco. ​ Attorno all'insegna corre il motto OMNIS LAVS HONOR ET GLORIA SIT TIBI CHRISTE in caratteri rossi. ​
    • Utilizzo: Appare nel Vocabolario di cinquemila vocabuli Toschi di Fabrizio Luna (1536). ​
       
  2. Drago e albero:
    • Descrizione: Un piccolo quadrato contenente un drago che addenta le foglie di un albero. ​ Attorno al quadrato si legge il motto SIT RISVS SINE CACCHINNO in inchiostro rosso. ​
    • Utilizzo: Si trova sul frontespizio del Vocabolario di Fabrizio Luna (1536).
       
  3. Uomo con drappo su conchiglia:
    • Descrizione: Un medaglione raffigurante un uomo in piedi, scalzo, che poggia il piede destro su una valva interna di una grossa conchiglia galleggiante sul mare. ​ Con il piede sinistro sollevato, regge un drappo gonfio dal vento, simile a una vela. ​ Tra i cerchi concentrici del medaglione si legge il motto NON SEMPER SIC. ​
    • Utilizzo: Appare in opere come Variorum Poematum Libri Duo (1536) e Epistolae de Religione et Epigrammata (1538).
       

Caratteristiche generali:

  • Simbolismo: Le insegne di Sultzbach sono ricche di simboli religiosi e allegorici, come il crocefisso e il drago. ​
  • Dettagli artistici: Ogni insegna è elaborata e presenta elementi figurativi distintivi.
  • Varietà: Sultzbach utilizzò diverse insegne, adattandole ai contenuti delle opere stampate. ​
     

Le insegne di Giovanni Sultzbach riflettono una combinazione di spiritualità e creatività, contribuendo a caratterizzare le sue edizioni.


L’INSEGNA CHE USAVANO ANTONIO 

E SIGISMONDO DE IOVINO.

 

Antonio e Sigismondo De Iovino, tipografi attivi a Napoli nel 1530, utilizzavano un'insegna che rappresentava uno scudo accartocciato.

 

Descrizione dell'insegna:

  • Forma: Scudo accartocciato di colore nero. ​
  • Elementi principali:
    • Due leoni d'argento affrontati. ​
    • Due giochi d'argento posti in fascia e uniti. ​
    • Due stelle d'argento in fascia. ​
    • Una linea montante d'argento nella punta del capo. ​
  • Dettagli: L'insegna è ricca di ornamenti e simboli araldici.
     

Utilizzo:

L'insegna appare nell'opuscolo rarissimo intitolato Utile instructioni et documenti per qual se voglia persona ha da eligere officiali circa il regimento de populi e ancho per officiali serranno electi e universitate che serranno da quelli gubernate, stampato a Napoli il 15 settembre 1530.
 

Caratteristiche:

  • Stile araldico: L'insegna richiama elementi tipici degli stemmi nobiliari, conferendo prestigio alle opere stampate.
  • Simbolismo: I leoni e le stelle d'argento simboleggiano forza e nobiltà. ​
     

L'insegna di Antonio e Sigismondo De Iovino riflette un forte legame con l'araldica e un intento di elevare il valore simbolico delle loro produzioni tipografiche.


L’INSEGNA CHE USAVA CELIO ALIFANO.

 

Celio Alifano, tipografo attivo a Napoli tra il 1542 e il 1543, utilizzava un'insegna che rappresentava un obelisco.

 

Descrizione dell'insegna:

  • Forma: Rettangolare, con fondo nero. ​
  • Elementi principali: Un obelisco, alla base del quale si legge la parola Cilio. ​
  • Colori: Il contorno dell'obelisco e la parola Cilio sono bianchi su fondo nero. ​
     

Utilizzo:

L'insegna appare, ad esempio, a pagina 145b della rarissima opera Operum infidelium, fideliumque in peccato manentium... elucidatio, stampata a Napoli nel 1542. 

Caratteristiche:

  • Semplicità: L'insegna è essenziale, con pochi elementi distintivi.
  • Personalizzazione: La presenza della parola Cilio alla base dell'obelisco rende l'insegna strettamente legata al nome del tipografo. ​
     

L'insegna di Celio Alifano riflette uno stile sobrio e diretto, in linea con le produzioni tipografiche del periodo.


L'INSEGNA DI GIANDOMENICO DE GALLIS.

 

L'insegna di Giandomenico De Gallis, libraio napoletano attivo tra il 1546 e il 1554, rappresenta un gallo che canta, poggiato su due libri, posti su un globo. ​ Il globo contiene la lettera D, chiusa in due triangoli, e l'insegna è accompagnata dal motto: LITTERATIS CANTU VIGILIA MONET. ​

 

L'arme è decorata con angeli e due busti di donne ai lati, circondati da festoni. ​ Questa insegna appare nelle sue edizioni, come nell'opuscolo Troysius Hannibal. ​ Commentaria super pragmatibus Regni (1554). ​


L’INSEGNA CHE USAVA AMBROGIO DE MANÇANEDA.

 

Ambrogio De Mançaneda, tipografo attivo nel 1545, utilizzava un'insegna distintiva e simbolica.

 

Descrizione dell'insegna:

  • Forma: Losanga ornata.
  • Elementi principali:
    • Albero: Al centro della losanga, con un nido di uccelli. ​
    • Uccelli: Una femmina alimenta i suoi pulcini nel nido. ​
    • Globo alato: Alla base dell'albero, con la sigla A.D.M. ​ (Ambrogio De Mançaneda).
    • Motto: Dulcia non meruit qui non gustavit amara (Non merita le dolcezze chi non ha assaporato l'amaro).
       

Simbolismo:

  • L'albero con il nido rappresenta protezione e nutrimento. ​
  • Il globo alato simboleggia movimento e ambizione.
  • Il motto riflette l'idea che il successo e le ricompense derivano dal superamento delle difficoltà.
     

Utilizzo:

L'insegna appare nella sua unica stampa nota:

  • Tractatus de modo et ordine generalis concilii celebrandi et de reformatione Ecclesiae Dei, stampata nel 1545 a Castelnuovo, Napoli. ​
     

Ambrogio De Mançaneda si distingue per l'uso di un'insegna ricca di significato, che sottolinea il valore del sacrificio e della perseveranza.


L'INSEGNA DI GIOVAN PAOLO SUGANAPPO.

 

Giovan Paolo Suganappo, tipografo attivo tra il 1546 e il 1552, utilizzò due tipi di insegne:

 

  1. Prima insegna: Rappresenta un quadrato contenente una losanga circondata da fogliame, fiori, ornati e profili di due mostri decorati con foglie. Al centro della losanga si trova una doppia croce latina, poggiata su un monte (che forma la lettera "A"), con le sigle I.P.S. ​ (Joan Paolo Suganappo) intrecciate in un nastro. Attorno alla losanga si legge il motto: Auxilium meum a Domino qui fecit celum et teram. ​ Questa insegna appare, ad esempio, in:
    • Aurea Glossa Excellentiss. ​ Bartholomaei de Capua (1550).
       
  2. Seconda insegna: Simile alla prima, ma di formato più piccolo e con due piccoli delfini ai lati della croce. ​ Il motto rimane lo stesso: Auxilium meum a Domino qui fecit coelum et terram. ​ Si trova in:
    • Descrizione dei luoghi antichi di Napoli di Benedetto di Falco (1548), ​
    • Tractatus quatuordecim Methodi Medendi ex Galeno di Jo. ​ A. Boczavotra (1548).
       

Queste insegne riflettono l'attenzione di Suganappo per i dettagli simbolici e religiosi nelle sue produzioni tipografiche. ​


L’INSEGNA CHE USAVA GIOVANNI MARIA SCOTTO.

 

Giovanni Maria Scotto, tipografo attivo a Napoli tra il 1559 e il 1564, utilizzava due tipi di insegne distintive.

 

Prima insegna:

  • Forma: Quadrato.
  • Elementi principali:
    • Una doppia croce latina. ​
    • La croce poggia sulla testa di un satiro. ​
    • Sigle: I.M.S.A. (Joannes Maria Scotus Amadei). ​
  • Dettagli: La croce è circondata da ornamenti e fregi.
  • Utilizzo: Questa insegna appare, ad esempio, nel rarissimo opuscolo Index Auctorum et Librorum qui ab Officio Sanctae Rom. ​ & Universalis Inquisitionis caueri mandatur. ​
     

Seconda insegna:

  • Forma: Quadrato.
  • Elementi principali:
    • Un'aquila rivolta verso sinistra, con ali aperte. ​
    • L'aquila è illuminata dal sole e poggia su un vaso. ​
    • Motto: Renovata Iuventus. ​
    • Inferiormente: Due demoni alati seduti per terra, che sostengono il vaso con le mani. ​
  • Utilizzo: Questa insegna figura, ad esempio, nell'opuscolo Rime di diversi eccellenti autori in morte della illustrissima Sig. D. Hippolita Gonzaga. ​
     

Caratteristiche:

  • Simbolismo: Entrambe le insegne contengono elementi allegorici e araldici, come l'aquila e la croce, che simboleggiano forza, rinnovamento e spiritualità.
  • Ricchezza visiva: Le insegne sono elaborate e ricche di dettagli, riflettendo l'importanza delle opere stampate.
     

Giovanni Maria Scotto dimostrava grande attenzione alla simbologia e all'estetica delle sue insegne, conferendo prestigio alle sue produzioni tipografiche. ​


L'INSEGNA DI GIOVANNI DE BOY.

 

Giovanni De Boy, attivo come tipografo tra il 1566 e il 1569, utilizzò un'insegna che rappresenta:

 

  • Due mani destre che si stringono in segno di amicizia, racchiuse in un serto formato da un ramo di cipresso e un ramo di ulivo. ​ Attorno al serto si trova un nastro con il motto: Sine fraude bona fide.
     ​

Questa insegna appare, ad esempio, nelle seguenti opere:

  1. Rime Spirituali di Sette Poeti Illustri (1569). ​
  2. Investitura Feudalis D. Antonij Capyci (1569). ​
     

L'insegna simboleggia la lealtà e la buona fede, valori fondamentali per il lavoro editoriale e tipografico.


L'INSEGNA DI ANELLO SANVITO.

 

Anello Sanvito, libraio-editore attivo tra il 1567 e il 1575, utilizzò due tipi di insegne:

 

  1. Prima insegna
    Un'aquila reale ad ali aperte, poggiata con gli artigli sul globo terrestre, accompagnata dal motto: Nobiliora altiora petunt. ​ Questa insegna appare, ad esempio, in:
    • Acta et Decreta Synodi Neapolitanae (1568).
    • Jani Pelusii Lusus Libri Quatuor (1567).
       
  2. Seconda insegna
    Un medaglione decorato con teste umane, fiori, ornati e putti. ​ Al centro, un'aquila che si posa e morde una mano sinistra che esce dalle nuvole, mentre la mano regge un compasso che misura un semicerchio. ​ Inferiormente, si vede la carcassa scheletrica di un cavallo. ​ Questa insegna appare, ad esempio, in:
    • Opera Terza de Aritmetica et Geometria di Giorgio Lapazza (1575).
       

Le insegne di Sanvito riflettono simboli di precisione, forza e aspirazione verso obiettivi elevati.


L’INSEGNA CHE USAVA GIUSEPPE CACCHI.

 

Giuseppe Cacchi, tipografo attivo tra il 1569 e il 1592, utilizzò diversi tipi di insegne nelle sue opere:

 

  1. Prima insegna (1569-1574)
    Rappresenta un frontespizio architettonico sorretto da due uomini nudi con festoni e ornati. ​ Al centro si trova un medaglione con la figura di Sansone che sostiene due colonne. ​ Questa insegna appare, ad esempio, nelle opere:
    • Ex universa historia rerum suorum temporum di U. Folieta (1571), ​
    • Delle Egloghe Pescatorie di B. Rota (1572). ​
       
  2. Seconda insegna
    Raffigura un fregio architettonico con un medaglione che mostra Orfeo nudo, seduto su una roccia, che suona il violino per ammansire le bestie. ​ Attorno al medaglione si legge il motto: Suavis vox eius ore et indefessa fluit. ​ Appare, ad esempio, in:
    • Repetito D. Antonii Capycii (1569).
       
  3. Terza insegna (1572-1574): Mostra un medaglione con la figura del Tempo (un vecchio alato) che vola sulle nubi, con il sole sopra e il mare sotto. ​ Il motto è: Mediocriter. ​ Si trova in:
    • Il Tesoro della Volgar Lingua di Reginaldo Accetto (1572). ​
       
  4. Quarta insegna (1575): Rappresenta un'aquila di profilo su un masso, con il motto: Renovabitur. ​ Appare in:
    • Convivium Animae di Paolo A Rovado (1575).
       
  5. Quinta insegna (1588-1589): Mostra un'aquila imperiale coronata, di prospetto, ad ali spiegate, poggiata su un tronco d'albero, con il motto: Renovabitur. ​ Si trova in:
    • Epistolae atque Orationes di Petrus Gravina (1589).
       
  6. Sesta insegna: Raffigura un medaglione circondato da ornati e teste umane, con un piccolo scudo che mostra un'aquila che vola su un rogo e una volpe che la osserva. ​ Il motto è: Tu non extingues dum ipsa accendo. Appare in:
    • De Gestis Regum Neapo. ​ ab Aragonia di Joannis Albini (1589).
       

Queste insegne dimostrano la varietà e la ricchezza simbolica utilizzata da Giuseppe Cacchi nelle sue produzioni tipografiche. ​


LE CARATTERISTICHE CHE HANNO 

LE INSEGNE DI ORAZIO SALVIANI.

 

Le insegne di Orazio Salviani, noto stampatore romano attivo a Napoli tra il 1572 e il 1592, presentano diverse caratteristiche distintive. ​ Salviani utilizzò quattro tipi di insegne, ciascuna con elementi simbolici e stilistici unici:

 

  1. Pellegrino Errante:
    • Descrizione: Rappresenta un pellegrino errante, chiuso in un medaglione, con il motto PEREGRINVS SVM A IVVENTVTE MEA. ​
    • Utilizzo: Questa insegna appare sul frontespizio dell'opera Delle Historie del Regno di Napoli di Giovanni Battista Carrafa (1580). 
  2. Aquila con Bambino Gesù:
    • Descrizione: Raffigura un medaglione con quattro teste di angeli (due superiori e due inferiori). ​ Al centro, un'aquila che vola in alto, portando il Bambino Gesù benedicente con la destra e reggendo il mondo con la sinistra. ​ Il motto è EX ME PAX TIBI ET VICTORIA. ​
    • Utilizzo: Questa insegna si trova nelle Stanze di Pietro Campollonio (1580).
       
  3. Pellegrino Errante (Variante):
    • Descrizione: Una versione più piccola del pellegrino errante, di profilo e rivolto verso sinistra.
    • Utilizzo: Appare in opere come Phytobasanos di Fabio Colonna (1592) e Q. ​ Ennii Poetae Vetustissimi Fragmenta (1590).
       
  4. Santa Martire Coronata:
    • Descrizione: Rappresenta una Santa Martire coronata, in piedi, che regge con la sinistra la pianta di un paese in rilievo (con chiesa) e con la destra la palma del martirio. ​
    • Utilizzo: Si trova nell'opera Suae Villae Pomarium di Giovanni Battista Porta (1583).
       

Caratteristiche generali:

  • Simbolismo religioso: Le insegne di Salviani spesso includono elementi religiosi, come il Bambino Gesù, la Santa Martire e il pellegrino, riflettendo una forte spiritualità. ​
  • Dettagli artistici: Le insegne sono ricche di dettagli, con medaglioni, angeli e figure simboliche. ​
  • Varietà: Salviani utilizzò diverse insegne, adattandole alle opere stampate e ai contesti. ​
  • Collaborazioni: Alcune insegne furono usate anche in società con Cesare de Cesare. ​
     

Le insegne di Salviani si distinguono per la loro eleganza e complessità, contribuendo a rafforzare la sua reputazione come "eccellente stampatore".


L’INSEGNA CHE USAVA GIAMBATTISTA CAPPELLI.

 

Giambattista Cappelli, tipografo attivo tra il 1573 e il 1585, utilizzò tre tipi di insegne:

 

  1. Prima insegna: Raffigura due busti di satiri in profilo, appoggiati con i dorsi su uno scudo, con altri tre busti superiormente (uno di un satiro di prospetto e due di putti). ​ Inferiormente, tra due putti alati seduti, si trova la sigla dello stampatore. ​ Lo scudo mostra l'arma del personaggio a cui l'opera è dedicata. ​ Questa insegna appare, ad esempio, nelle opere:
    • La Vittoria della Lega di Tommaso Costo (1582), ​
    • Il Pianto di Ruggiero di Tommaso Costo (1582).
       
  2. Seconda insegna: Rappresenta un'antica guerriera in piedi, che regge nella destra una bandiera e nella sinistra il corno dell'abbondanza. ​ 
    Si osserva anch'essa nelle opere di Tommaso Costo. ​
     
  3. Terza insegna: Usurpata dai Manuzio, raffigura la celebre ancora aldina con un delfino attorcigliato. ​ Questa insegna appare in due forme:
    • Sul frontespizio dell'opera Joannes ab Altomari (1582), ​
    • In dimensioni maggiori sul verso dell'ultima carta della stessa opera. ​
       

Inoltre, Cappelli stampò anche a Vico Equense in società con Giuseppe Cacchi, utilizzando la stessa insegna dell'ancora aldina. ​


L'INSEGNA DI MARINO D'ALESSANDRO.

 

L'insegna di Marino D'Alessandro rappresenta:

  • Un'aquila di prospetto, coronata, con le ali aperte, chiusa in due circoli concentrici. ​
     

Questa insegna appare sul "verso" dell'ultima carta della rara edizione intitolata Prediche del Reverendo Padre Don Giacomo Miloro, stampata a Napoli nel 1577. 

Quali opere ha stampato Marino D'Alessandro?

Il documento menziona una sola opera stampata da Marino D'Alessandro:

 

  • Prediche del Reverendo Padre Don Giacomo Miloro, Dottore in Teologia, stampata a Napoli nel 1577. ​
     

Non sono citate altre opere specifiche nel testo. ​


L'INSEGNA DI GIOVAN GIACOMO CARLINO.

 

Giovan Giacomo Carlino, attivo come tipografo tra il 1579 e il 1606, utilizzò diverse insegne nel corso della sua carriera:
 

  1. Prima insegna
    Uno scudo circondato da due donne nude alate sedute e chine, che reggono un festone afferrato da due uomini nudi in piedi. ​ Fra le donne e gli uomini ci sono teste di angeli. ​ Nel mezzo dello scudo, due mani si stringono con ramoscelli d'ulivo. ​ Inferiormente, il mare con due scogli e un nastro svolazzante con il motto: Conantia frangere franguntur. ​ Questa insegna appare, ad esempio, in:
    • Delle Imprese Trattato in Tre Libri Diviso di Giulio Cesare Capaccio (1592).
    • Glorie di Guerrieri e d’Amanti di Cataldo Antonio Mannarino (1596). ​
       
  2. Seconda insegna
    Una versione più piccola della prima, contenente solo le mani strette con ramoscelli d'ulivo e il motto Fida societas. ​ Si trova, ad esempio, in:
    • De Refractione Optices Parte Libri Novem di Giambattista Della Porta (1593). ​
       
  3. Terza insegna
    Un'arme con uno scudo contenente un'aquila coronata, ad ali aperte, poggiata su un rogo e rivolta verso il sole. ​ Attorno allo scudo si legge il motto: Ex me ipsa per secla novor cum simus ab uno. ​ Questa insegna appare in:
    • I Tre Libri de’ Spirituali di Giambattista Della Porta. ​
       
  4. Insegna del Salviani
    Carlino, in società con Antonio Pace, riprodusse l'insegna già usata da Orazio Salviani, raffigurante un medaglione con un’aquila che vola in alto, recando il Bambino Gesù benedicente. ​ Questa insegna appare, ad esempio, in:
    • Tractatus de Magistratibus Regni Neap. di Giovanni Francesco de Leonardis (1592).
       

Le insegne di Carlino riflettono una combinazione di simboli di forza, fede e collaborazione, spesso accompagnate da motti significativi. ​


L'INSEGNA DI MATTEO CANCER.

 

Matteo Cancer, noto tipografo originario di Brescia e attivo a Napoli, non utilizzava insegne tipografiche nelle sue opere. ​ Tuttavia, gli eredi di Matteo Cancer, che continuarono l'attività dopo di lui, usurparono la celebre insegna dei Manuzio, ovvero l'àncora con il delfino attorcigliato. ​

 

Descrizione dell'insegna degli eredi di Matteo Cancer:

  • Elementi principali:
    • Un delfino attorcigliato attorno a un'ancora.
  • Origine: Questa insegna era famosa per essere l'emblema della famiglia Manuzio, simbolo di stabilità e velocità. ​
     

Utilizzo:

L'insegna appare in opere stampate dagli eredi di Matteo Cancer, tra cui:

  1. Descrittone dei luoghi antichi di Napoli e del suo amenissimo distretto di Benedetto di Falco, stampata nel 1580. ​
  2. Decii Fortis a Sancto Angelo Phasianella Commentarius in Mesuem & alia opuscula, stampata nel 1588.
     

Altra insegna degli eredi:
 

Oltre all'ancora con il delfino, gli eredi utilizzarono un'altra insegna:
 

  • Forma: Quadrato.
  • Elementi principali:
    • La figura dell'Annunciazione nella parte superiore.
    • Un medaglione nella parte inferiore, contenente due mani che si stringono con ramoscelli di alloro e ulivo. ​
    • Motto: Pariet Victoria Pacem Quam Parit Alta Fides.
       

Caratteristiche:

  • Simbolismo: L'ancora e il delfino rappresentano velocità e stabilità, mentre la seconda insegna simboleggia pace e fiducia.
  • Prestigio: L'uso dell'insegna dei Manuzio rifletteva un intento di elevare il valore delle opere stampate dagli eredi di Matteo Cancer. ​
     

Gli eredi di Matteo Cancer si distinsero per l'uso di insegne simboliche e prestigiose, anche se non originali, per conferire autorevolezza alle loro produzioni. ​


L'INSEGNA DI FELICE STIGLIOLA.

L'insegna di Felice Stigliola, attivo tra il 1593 e il 1595, rappresenta:

  • Il globo terrestre, sul quale corre un nastro con il motto: Mundi vanitates. ​

Questa insegna simboleggia la vanità e la caducità delle cose terrene. ​ Si può osservare, ad esempio, nell'opera Ragionamenti di Tomaso Costo intorno alla descrizione del Regno di Napoli et all'antichità di Pozzuolo (1595). ​

Chi era Felice Stigliola?

Il documento non fornisce dettagli biografici su Felice Stigliola, ma menziona che fu un tipografo attivo a Napoli tra il 1593 e il 1595, con una stamperia situata a "Porta Regale". È descritto dal Giustiniani come un "ottimo stampatore".

Se desideri ulteriori informazioni, posso aggiungere che, secondo fonti esterne, Felice Stigliola fu anche un filosofo, matematico e astronomo italiano, noto per il suo interesse per le scienze e la cultura rinascimentale.


L'INSEGNA DI GIUSEPPE BONFADINO.

 

L'insegna di Giuseppe Bonfadino raffigura una corona ducale. ​

Questa insegna appare prima delle note tipografiche dell'opera Le vite dei re di Napoli con le loro effigie dal naturale di Scipione Mazzella, stampata a Napoli nel 1594.

 

Secondo il documento, Giuseppe Bonfadino ha stampato l'opera "Le vite dei re di Napoli con le loro effigie dal naturale" di Scipione Mazzella, pubblicata a Napoli nel 1594. ​ Non sono menzionate altre opere nel testo. ​


L’APPENDICE CON I TIPOGRAFI 

DELLA PROVINCIA DI NAPOLI:

  1. Eusanio de Stella (1493-1494)
    Croce latina su stella. ​
  2. Fratelli Facio (1594)
    Aquila con corona ducale. ​
  3. Giovan Domenico Nibbio (1560-1569)
    Nibbio con campana. ​
  4. Giovan Bernardino Desa (1584)
    Albero fronzuto.

screenshot-2025-06-20-alle-13.17.13.png

 

 

 

 

 

  1. Eusanio de Stella (1493-1494)
    Croce latina su stella. ​







     
  2. Fratelli Facio (1594)
    Aquila con corona ducale.
     





     
  3. Giovan Domenico Nibbio (1560-1569)
    Nibbio con campana. ​
     



     
  4. Giovan Bernardino Desa (1584)
    Albero fronzuto.

Il documento è un contributo significativo alla storia della tipografia napoletana, con dettagli sulle insegne e i loro significati simbolici.

• EUSANIO DE STELLA

Eusanio de Stella è stato un tipografo attivo ad Aquila tra il 1493 e il 1494. ​ La sua insegna tipografica rappresenta un quadrato in campo nero, contenente, in due circoli concentrici, una croce latina poggiata su una stella, con la sigla S. A. ​ (Stella Aquilanus).
 

• FRATELLI FACIO

I fratelli Isidoro e Lepido Facio furono tipografi attivi ad Aquila nel XVI secolo. ​ 

Utilizzarono un'insegna tipografica che raffigurava un'aquila ad ali spiegate, reggente con gli artigli un serto di lauro e di ulivi, sormontata da una corona ducale. ​ Il motto associato alla loro insegna era 

"VNDIQVE DECORA". ​ 

Questa insegna rappresentava lo stemma della città di Aquila. ​

 

• GIOVAN DOMENICO NIBBIO

Giovan Domenico Nibbio fu un rinomato tipografo attivo a Campagna (Eboli) in provincia di Salerno, dal 1560 al 1569. ​ 

Utilizzò un'insegna tipografica che raffigurava un medaglione circondato dalla leggenda "DOMINICVS NIBIVS CAMPANVS", contenente un nibbio fermo ad ali spiegate, con una campana sopra e la sigla CA. ​

In società con Gianfrancesco Scaglione, nel 1569, usò un'altra insegna che raffigurava una donna nuda, eretta su una sfera (mondo) posata sul mare, che con la destra sollevata sorreggeva un drappo gonfio dal vento. ​ 

Il motto associato era 

"FATA SEQVOR VIRTVTE DOMOR"

tradotto anche in greco. ​

 

• GIOVAN BERNARDINO DESA

Giovan Bernardino Desa fu un tipografo attivo a Copertino (provincia di Lecce) nel XVI secolo. ​ 

Utilizzò un'insegna tipografica che raffigurava un medaglione contenente un albero fronzuto. ​ 

Questa insegna è presente nella sua rarissima opera intitolata 

"PYTHAGORAE SCARPII SALENTINI PHILOSOPHIA ACERRIMA DE ANIMA"

stampata a Copertino nel 1584. ​

L'unica opera associata a Giovan Bernardino Desa, secondo il documento, è 

"PYTHAGORAE SCARPII SALENTINI PHILOSOPHIA ACERRIMA DE ANIMA"

stampata a Copertino nel 1584.


LE IMMAGINI DELLE INSEGNE DEGLI 

STAMPATORI-LIBRAI DEL XVI SECOLO

screenshot-2025-06-21-alle-00.15.40.png
screenshot-2025-06-21-alle-00.15.50.png
screenshot-2025-06-21-alle-00.16.09.png
screenshot-2025-06-21-alle-00.16.28.png

Tutte le immagini inserite provengono dal volume originale.

Biblioteca personale.

Archivio Lubrano

Cataloghi

blog-detail

EMILIO ZOLA: IL VOTO DI UNA MORTA.
Luigi Lubrano, Narrativa, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Il Romanzo per tutti, Narrativa Straniera, Miei testi,

EMILIO ZOLA: IL VOTO DI UNA MORTA.

Paolo

11/04/2026 09:33:00

Il voto di una morta (Le Vœu d'une morte) è uno dei lavori più acerbi e meno conosciuti di Émile Zola, pubblicato nel 1866.  Si colloca nel periodo gi

Luigi Lubrano: gli inizi, le esperienze, le vicissitudini - “Memorie di un Libraio”, una sintesi.
Luigi Lubrano, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi, Luigi Lubrano - Antiquario, Editore, Libraio,

Luigi Lubrano: gli inizi, le esperienze, le vicissitudini - “Memorie di un Libraio”, una sintesi.

Paolo

03/04/2026 08:31:00

Questo articolo non contiene la trascrizione del manoscritto “Memorie di un Libraio” di Luigi Lubrano, mio nonno paterno, ma una breve e riassuntiva e

Introduzione a “Luigi Lubrano – Antiquario, Editore e Libraio” nel sessantesimo anniversario della sua dipartita.
Luigi Lubrano, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi, Luigi Lubrano - Antiquario, Editore, Libraio,

Introduzione a “Luigi Lubrano – Antiquario, Editore e Libraio” nel sessantesimo anniversario della sua d

Paolo

02/04/2026 11:09:00

Il testo dal quale nasce questa nota e da poter leggere integralmente è Luigi Lubrano – Antiquario, Editore e Libraio.

“Un romanzo per tutti di Lubrano e Ferrara”: osservazioni sulla collana e l’Editore prendendo spunto da alcuni titoli in particolare.
Luigi Lubrano, Narrativa, Paolo Lubrano, Blog Personale, Il Romanzo per tutti, Narrativa Straniera, Miei testi, Romanzi e volumi non solo di Luigi o Aldo,

“Un romanzo per tutti di Lubrano e Ferrara”: osservazioni sulla collana e l’Editore prendendo spunto da

Paolo

18/03/2026 11:03:00

Questi i volumi coinvolti nella costruzione di questo articolo: Conan Doyle – “Sherlock Holmes,  Il poliziotto dilettante. Il tesoro di Agra”I. Turghè

Luigi Lubrano, Narrativa, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Il Romanzo per tutti, Narrativa Straniera, Miei testi, Romanzi e volumi non solo di Luigi o Aldo,

"UN ROMANZO PER TUTTI": N. 19 - CONAN DOYLE – “SHERLOCK HOLMES, IL POLIZIOTTO DILETTANTE. IL TESORO DI AGR

Paolo

17/03/2026 07:44:00

Si tratta di un pezzo molto interessante della storia editoriale italiana, risalente a un’epoca in cui il personaggio di Sherlock Holmes stava inizian

“UN ROMANZO PER TUTTI”: Volume N. 34 – Emilio Gaboriau “La vendetta d'oltre tomba”.
Luigi Lubrano, Narrativa, Paolo Lubrano, Blog Personale, Il Romanzo per tutti, Narrativa Straniera, Miei testi, Romanzi e volumi non solo di Luigi o Aldo,

“UN ROMANZO PER TUTTI”: Volume N. 34 – Emilio Gaboriau “La vendetta d'oltre tomba”.

Paolo

12/03/2026 09:41:00

Si tratta della seconda parte del romanzo "Il delitto d'Orcival" (Le Crime d'Orcival), pubblicato originariamente nel 1867. Come è stato detto in prec

“UN ROMANZO PER TUTTI”: Volume N. 33 – Emilio Gaboriau “Le memorie del poliziotto Lecoq. La tragedia di Orcival”.
Luigi Lubrano, Narrativa, Paolo Lubrano, Blog Personale, Il Romanzo per tutti, Narrativa Straniera, Miei testi, Romanzi e volumi non solo di Luigi o Aldo,

“UN ROMANZO PER TUTTI”: Volume N. 33 – Emilio Gaboriau “Le memorie del poliziotto Lecoq. La tragedia d

Paolo

12/03/2026 08:08:00

Il Volume numero 33 della collana contiene la prima parte di un romanzo in volume unico dal titolo “Le Crime d’Orcival” di Emilio Gaboriau pubblicato

MEDITAZIONE SUL “RAGGUAGLIO XXXV” DI TRAJANO BOCCALINI
Paolo Lubrano, Blog Personale, Aldo Lubrano, Marcantonio Passero, Miei testi, Miei testi, Spunti e ricerche da estratti o testi vari,

MEDITAZIONE SUL “RAGGUAGLIO XXXV” DI TRAJANO BOCCALINI

Paolo

09/03/2026 10:25:00

Il “Ragguaglio XXXV” di Trajano Boccalini con il racconto del tragico amore tra la poetessa Laura Terracina e il poeta Mauro che non fu Francesco, inc

Angelo Borzelli - Marcantonio Passero Libraio nel 500 napolitano.
Paolo Lubrano, Blog Personale, Aldo Lubrano, Pubblicazioni Aldo Lubrano, Marcantonio Passero, Miei testi, Miei testi,

Angelo Borzelli - Marcantonio Passero Libraio nel 500 napolitano.

Paolo

04/03/2026 11:29:00

Lo scritto pubblicato a Napoli il due del mese di Luglio del 1941 da Aldo Lubrano Editore – in tutto quattordici pagine nelle quali offre un'analisi d

“De situ Iapygiae”
Paolo Lubrano, Blog Personale, Aldo Lubrano, Pubblicazioni Aldo Lubrano, Miei testi, Miei testi, Spunti e ricerche da estratti o testi vari,

“De situ Iapygiae”

Paolo

02/03/2026 11:10:00

L'opera "De situ Iapygiae" (scritto intorno al 1510-1511 e pubblicato postumo nel 1558) è il capolavoro di Antonio de Ferraris, detto il Galateo (1444

Antonio De Ferraris “il Galateo” e l’ “Accademia Lupiense”.
Paolo Lubrano, Blog Personale, Aldo Lubrano, Pubblicazioni Aldo Lubrano, Miei testi, Miei testi, Spunti e ricerche da estratti o testi vari,

Antonio De Ferraris “il Galateo” e l’ “Accademia Lupiense”.

Paolo

02/03/2026 09:26:00

Vita, formazione e profilo culturale Antonio De Ferraris, talvolta indicato come “De Ferrariis” e conosciuto come il Galateo, nacque a Galatone tra il

Bonifacio e la diaspora radicale: affinità e divergenze con i 'fuoriusciti' italiani
Paolo Lubrano, Blog Personale, Aldo Lubrano, Miei testi, Miei testi, Spunti e ricerche da estratti o testi vari,

Bonifacio e la diaspora radicale: affinità e divergenze con i 'fuoriusciti' italiani".

Paolo

25/02/2026 10:33:00

Bonifacio: L’umanista, il bibliofilo, l’ esule.Un confronto con le figure di altri esuli famosi dell’epoca Mentre altri esuli cercavano di fondare nuo

Bernardino Bonifacio, una annotazione su Juan de Valdés, l'
Paolo Lubrano, Blog Personale, Aldo Lubrano, Pubblicazioni Aldo Lubrano, Miei testi, Miei testi, Spunti e ricerche da estratti o testi vari,

Bernardino Bonifacio, una annotazione su Juan de Valdés, l' "Alumbradismo" Napoletano e il circolo valdesiano

Paolo

25/02/2026 10:03:00

Una annotazione specifica su Juan de Valdés e il suo circolo è fondamentale, poiché rappresenta la "scintilla" iniziale che trasformò il nobile Bonifa

Giovan Bernardino Bonifacio: umanista, bibliofilo, esule e la
Paolo Lubrano, Blog Personale, Aldo Lubrano, Pubblicazioni Aldo Lubrano, Miei testi, Miei testi, Spunti e ricerche da estratti o testi vari,

Giovan Bernardino Bonifacio: umanista, bibliofilo, esule e la "Bibliotheca Senatus" di Danzica

Paolo

23/02/2026 11:44:00

Una introduzione a “Giovan Bernardino Bonifacio: umanista, bibliofilo, esule. - Giovan Bernardino, Marchese d'Oria: andando oltre il testo di Angelo B

Angelo Borzelli: Giovan Bernardino Bonifacio Marchese d'Oria
Paolo Lubrano, Blog Personale, Aldo Lubrano, Pubblicazioni Aldo Lubrano, Miei testi,

Angelo Borzelli: Giovan Bernardino Bonifacio Marchese d'Oria

Paolo

23/02/2026 10:59:00

Il documento analizza la vita e l'opera di Giovan Bernardino Bonifacio Marchese d'Oria, figura significativa del Cinquecento napoletano. ​

Antonio Filangieri di Candida: La Chiesa e il Monastero di San Giovanni a Carbonara
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi, Estratti dal Bollettino del Bibliofilo,

Antonio Filangieri di Candida: La Chiesa e il Monastero di San Giovanni a Carbonara

Paolo

18/02/2026 08:19:00

Il volume "La Chiesa e il Monastero di San Giovanni a Carbonara" di Antonio Filangieri di Candida, curato da Riccardo Filangieri di Candida, è un'oper

Antonio e Riccardo Filangieri di Candida.
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi, Spunti e ricerche da estratti o testi vari,

Antonio e Riccardo Filangieri di Candida.

Paolo

17/02/2026 10:29:00

Antonio Filangieri di Candida fu uno stimato storico dell'arte ed erudito, Riccardo Filangieri di Candida fu una figura centrale della cultura archivistica ital

L’omaggio a Emmanuele Rocco e il breve cenno autobiografico dell'autore, Lorenzo Rocco
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

L’omaggio a Emmanuele Rocco e il breve cenno autobiografico dell'autore, Lorenzo Rocco

Paolo

12/02/2026 11:52:00

Alla fine della sua trattazione pubblicata “a puntate” in più numeri del “Bollettino del Bibliofilo” l’autore racconta in primis del padre “Emmanuele Rocco".

Lorenzo Rocco. La stampa periodica napoletana delle rivoluzioni - 1799-1820-1848-1860
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

Lorenzo Rocco. La stampa periodica napoletana delle rivoluzioni - 1799-1820-1848-1860

Paolo

10/02/2026 08:41:00

Il documento tratta della stampa periodica napoletana durante le rivoluzioni del 1799, 1820, 1848 e 1860. Si tratta di uno studio storico-bibliografico sulla st

Indice degli “Spunti” suggeriti dal “Bollettino del Bibliofilo” Un percorso di approfondimento tra estratti e nuovi contributi
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Aldo Lubrano, Pubblicazioni Aldo Lubrano, Miei testi, Spunti e ricerche da estratti o testi vari,

Indice degli “Spunti” suggeriti dal “Bollettino del Bibliofilo” Un percorso di approfondimento tra est

Paolo

07/02/2026 11:26:00

l’ “Indice degli Spunti dal Bollettino del Bibliofilo”: uno strumento pensato per raccogliere e organizzare questi contributi e approfondimenti, offrendo così a

Narrativa

Pubblicazioni

Paolo Lubrano - Note, suggerimenti e testi vari.

https://www.iubenda.com/api/privacy-policy/29130648/cookie-policy/no-markup