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LUIGI, ALDO E PAOLO LUBRANO

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Innocenzo Fuidoro (Vincenzo D’Onofrio) e la cronaca storica che narra gli eventi accaduti nel Regno di Napol

19/11/2025 11:21:00

Paolo

Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi, Miei testi,

Innocenzo Fuidoro (Vincenzo D’Onofrio) e la cronaca storica che narra gli eventi accaduti nel Regno di Napoli durante il Governo del Conte D'Oñatte."

Il “Successo del governo del conte d’Onatte tra il 1648 e il 1653” è una cronaca storica che narra gli eventi accaduti nel Regno di Napoli tra il 1648

Il “Successo del governo del conte d’Onatte tra il 1648 e il 1653” di 

Vincenzo D'Onofrio, ovvero Innocenzo Fuidoro, 

è una cronaca storica che narra gli eventi accaduti nel Regno di Napoli tra il 1648 e il 1650, con particolare attenzione alle rivolte popolari, alle congiure, alle operazioni militari e alle dinamiche politiche del periodo. ​


…Ma il nome dell'autore è 

Vincenzo D'Onofrio, ovvero Innocenzo Fuidoro…?

Per toglieci la curiosita basterà pigiare qui sotto:


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Il testo descrive la gestione del governo da parte del conte d'Onatte, viceré di Napoli, e le sue azioni per ristabilire l'ordine e la pace nel regno dopo le turbolenze causate dalle sollevazioni popolari e dalle invasioni francesi. ​

 

Inoltre, tratta delle relazioni diplomatiche, delle imprese militari come l'assedio di Portolongone, delle tensioni tra nobiltà, plebe e autorità regie, e delle relazioni con altre potenze europee, tra cui la Francia e la Chiesa cattolica. Include anche descrizioni di cerimonie, cavalcate e dettagli sulla vita politica e sociale dell'epoca.


Ma chi era il conte d'Onatte?

 

Il conte d'Onatte, il cui nome completo era Vélez de Guevara y Tasis Innico, fu un importante statista spagnolo e viceré di Napoli dal 1648 al 1653, durante un periodo di grande instabilità politica e sociale nel Regno di Napoli.

 ​

Era un abile politico, diplomatico e militare, noto per il suo rigore, autoritarismo e capacità di gestione.

 

Durante il suo governo, affrontò rivolte popolari, tensioni tra nobiltà e plebe, e incursioni francesi, concentrandosi sulla repressione dei ribelli, sul ristabilimento dell'ordine e della pace nel regno, e sulla difesa contro le minacce esterne. ​

 

Si impegnò nel rafforzamento delle istituzioni regie e nel contenimento delle pretese della nobiltà locale. ​ Il suo governo fu controverso, segnato da critiche per l'uso frequente della forza e numerose esecuzioni, e da tensioni con la Chiesa cattolica, in particolare con papa Innocenzo X e il cardinale Filomarino.

 

Lasciò il suo incarico nel 1653, cedendo il posto al conte di Castriglio.

Le azioni significative del conte d'Onatte e la descrizione del suo governo.

 

Le azioni significative del conte d'Onatte includono:

 

1.    Repressione delle rivolte popolari
Punì severamente i ribelli, con numerose esecuzioni pubbliche, tra cui figure di spicco come Gennaro Annese. 

2.    Gestione delle tensioni sociali e congiure
Contenimento delle tensioni tra nobiltà e plebe, neutralizzazione di congiure contro il governo e arresto di sospettati di tradimento.

 ​

3.    Imprese militari
Assedio e conquista di Portolongone per difendere il regno dalle incursioni francesi. ​

 

4.    Riforme amministrative e fiscali
Introduzione di gabelle per garantire entrate fiscali e riorganizzazione dell'annona per affrontare la penuria di grano.

 

5.    Relazioni diplomatiche
Rapporti difficili con la Chiesa cattolica e altre potenze europee, con tensioni significative.

 

6.    Progetti urbanistici e infrastrutturali
Costruzione di fontane e miglioramento del porto per abbellire Napoli, anche se molte opere rimasero incompiute.

 

Il governo del conte d'Onatte è descritto come autoritario, rigoroso e controverso.

 

Fu caratterizzato da un forte impegno per ristabilire l'ordine e la pace nel Regno di Napoli, ma anche da un uso frequente della forza e da tensioni con la nobiltà e la Chiesa. Sebbene lodato per la sua abilità politica e la capacità di gestire situazioni difficili, fu criticato per l'eccessiva severità e le numerose esecuzioni.


Il ruolo che ha avuto il conte d'Onatte nella storia di Napoli,

come reagì il popolo napoletano al suo governo

e quali furono le conseguenze delle sue azioni sul regno di Napoli.

 

Il conte d'Onatte ebbe un ruolo cruciale nella storia di Napoli durante il suo governo come viceré (1648-1653), un periodo di grande instabilità politica e sociale. ​

 

Fu incaricato di ristabilire l'ordine nel regno dopo le rivolte popolari e le tensioni sociali, adottando un approccio autoritario e repressivo.

 

Si impegnò nella difesa del regno contro le incursioni francesi, culminate con l'assedio e la conquista di Portolongone, e attuò politiche fiscali e amministrative, come la reintroduzione delle gabelle e la gestione dell'annona, che garantirono entrate al regno ma pesarono sul popolo. ​

 

Il suo governo fu caratterizzato da un controllo rigido della nobiltà, tensioni con la Chiesa cattolica e un uso frequente della forza.

 

Il popolo napoletano reagì in modo ambivalente al suo governo.

 

Da un lato, molti apprezzarono il ritorno alla stabilità e alla pace dopo le rivolte e le turbolenze, riconoscendo il suo impegno nel garantire la sicurezza e la lotta contro i banditi. ​

 

Dall'altro lato, il suo governo fu percepito come estremamente severo e oppressivo, con numerose esecuzioni pubbliche e un trattamento duro dei ribelli, alimentando il malcontento tra la plebe e la nobiltà.

Le conseguenze delle sue azioni sul regno di Napoli furono significative:

 

1.    Ristabilimento dell'ordine e consolidamento del potere centrale spagnolo.

 

2.    Tensioni sociali e malcontento popolare a causa della severità del governo e delle esecuzioni pubbliche. ​

 

3.    Riforme economiche che garantirono entrate al regno ma gravarono sul popolo.

 

4.    Tensioni con la Chiesa cattolica e altre potenze europee, che influenzarono negativamente la reputazione del regno. ​

 

5.    Eredità politica segnata da autoritarismo e centralizzazione del potere, ma anche da critiche per la durezza e l'ambizione personale. ​

 

In sintesi, il conte d'Onatte fu una figura chiave per il consolidamento del potere spagnolo nel Regno di Napoli, ma il suo governo lasciò un'eredità controversa, con un misto di stabilità e risentimento popolare.


Quali furono le principali sfide affrontate dal 

conte d'Onatte

e come venne percepita la sua figura 

dai suoi contemporanei.

 

Le principali sfide affrontate dal conte d'Onatte:

 

1.    Rivolte popolari e instabilità sociale
Dopo le rivolte del 1647-1648, il regno era in uno stato di caos. ​ Il conte dovette reprimere i ribelli, ristabilire l'ordine e affrontare il malcontento della plebe e le tensioni con la nobiltà. ​

 

2.    Congiure e tradimenti
Numerose congiure furono organizzate contro il suo governo, sia da parte di nobili insoddisfatti che di ribelli. ​ Dovette gestire arresti e punizioni per mantenere il controllo. ​

 

3.    Minaccia francese
La presenza dell'armata francese e il sostegno ai ribelli napoletani rappresentarono una sfida militare significativa. ​ L'assedio e la conquista di Portolongone furono cruciali per difendere il regno. ​

 

4.    Tensioni con la Chiesa cattolica
Ebbe rapporti difficili con il papa Innocenzo X e il cardinale Filomarino, che lo percepivano come autoritario e poco rispettoso delle prerogative ecclesiastiche. ​

 

5.    Problemi economici
Il regno soffriva di una grave crisi economica, con carenze di grano e difficoltà finanziarie. Il conte introdusse gabelle e riorganizzò l'annona per affrontare la situazione.

 

6.    Gestione della nobiltà e sicurezza
Dovette contenere le ambizioni dei baroni e affrontare bande di banditi, spesso protetti dai nobili, con misure severe. ​


La percezione del conte d'Onatte dai suoi contemporanei:

 

1.    Apprezzamento per la stabilità
Fu lodato per la sua abilità politica e la capacità di ristabilire l'ordine nel regno, consolidando il potere spagnolo. ​

 

2.    Critiche per la severità
La sua gestione autoritaria e le numerose esecuzioni pubbliche lo resero impopolare tra la plebe e parte della nobiltà. ​ Fu accusato di essere vendicativo e di governare con un pugno di ferro.

 

3.    Tensioni con la Chiesa e la nobiltà
Fu malvisto da alcuni settori ecclesiastici e accusato di essere irrispettoso verso la Chiesa. Inoltre, fu percepito come un uomo ambizioso, desideroso di ottenere il cardinalato.

 

4.    Malcontento popolare
La plebe lo percepì come un Masaniello spagnolo, un governante che, pur garantendo ordine, non esitava a usare la forza contro i suoi sudditi. ​

 

In sintesi, il conte d’Onatte fu considerato un governante capace e determinato, ma la sua figura fu anche associata a un governo autoritario e controverso. ​

 

Il confronto tra il governo del conte d'Onatte con altri viceré,

quali furono le reazioni del popolo napoletano durante il suo governo

e come si sviluppò la 

situazione economica.


Il confronto del governo del conte d'Onatte 

con altri viceré:

 

Il governo del conte d'Onatte si distinse per il suo carattere autoritario e repressivo, in contrasto con altri viceré che adottarono politiche più concilianti.

 

Rispetto al duca d'Arcos, il cui governo fu debole e contribuì alle rivolte del 1647, e al duca di Medina de las Torres, che cercò di mantenere un equilibrio tra nobiltà e plebe, il conte d'Onatte si concentrò sulla centralizzazione del potere e sulla repressione delle rivolte.

 

La sua gestione fu percepita come eccessivamente severa e poco attenta alle esigenze del popolo, ma efficace nel ristabilire l'ordine e nel consolidare il controllo spagnolo. ​


Reazioni del popolo napoletano 

durante il suo governo:

 

Le reazioni del popolo napoletano furono contrastanti:

 

1.    Apprezzamento per la stabilità
Dopo le rivolte e il caos, molti cittadini accolsero con favore il ritorno alla pace e alla sicurezza. ​

 

2.    Malcontento e risentimento
La plebe, già provata dalle difficoltà economiche, percepì il governo del conte come oppressivo. ​ Le numerose esecuzioni pubbliche e le misure repressive aumentarono il malcontento.

 

3.    Tensioni con la nobiltà
La nobiltà fu spesso in conflitto con il conte d'Onatte, che cercò di limitare il loro potere e la loro influenza, alimentando sospetti e congiure contro di lui.

 

Sviluppo della situazione economica 

sotto il conte d'Onatte:

 

1.    Reintroduzione delle gabelle
Il conte d'Onatte reintrodusse imposte, come la gabella sul tabacco, per garantire entrate al regno, destinando una parte delle entrate al servizio della corona e un'altra agli interessi dei creditori. Tuttavia, queste misure gravarono pesantemente sul popolo.

 

2.    Gestione dell'annona
Si impegnò a garantire la disponibilità di grano e pane, ma la penuria di grano e l'alto costo del pane causarono malcontento tra la popolazione. ​

 

3.    Controllo delle risorse
Limitò l'estrazione di grano dal regno e fece importare grano da altre regioni, come l'Olanda, per affrontare la crisi alimentare. ​

 

4.    Sviluppo delle infrastrutture
Furono costruite fontane e migliorate alcune aree della città, come il Mercato, per migliorare la qualità della vita e il decoro urbano. ​

 

5.    Spese militari
Gran parte delle risorse economiche furono destinate alla difesa del regno e alle campagne militari, come l'assedio di Portolongone. ​

 

In sintesi, il governo del conte d'Onatte fu caratterizzato da un forte autoritarismo e una gestione economica mirata a garantire entrate per il regno e a ristabilire l'ordine, ma le sue politiche fiscali e repressive alimentarono il malcontento popolare e 

le tensioni sociali.


Il confronto tra il conte d'Onatte e il duca di Medina,

quali furono le conseguenze sociali

e come reagirono i nobili al suo governo.

Confronto tra il conte d'Onatte 

e il duca di Medina de las Torres

Confronto tra il conte d'Onatte e il 

duca di Medina de las Torres

 

1.    Stile di governo
Il duca di Medina de las Torres adottò un approccio diplomatico e moderato, cercando di mantenere un equilibrio tra nobiltà e plebe, evitando conflitti diretti. ​ Al contrario, il conte d’Onatte fu autoritario e repressivo, concentrandosi sulla centralizzazione del potere e sull’uso della forza per reprimere le rivolte e consolidare il potere.

 

2.    Gestione delle rivolte
Il duca di Medina affrontò un periodo di relativa calma, mentre il conte d'Onatte dovette gestire le conseguenze delle rivolte del 1647-1648, adottando misure severe e punizioni esemplari per ristabilire l'ordine.

 

3.    Rapporti con la nobiltà e la Chiesa
Il duca di Medina mantenne buoni rapporti con la nobiltà e la Chiesa, mentre il conte d'Onatte cercò di limitare il potere dei nobili, causando tensioni e congiure, e ebbe rapporti difficili con la Chiesa, in particolare con il papa Innocenzo X e il cardinale Filomarino. ​

 

4.    Politiche economiche
Entrambi i viceré affrontarono difficoltà economiche, ma il conte d'Onatte introdusse nuove gabelle e misure fiscali più pesanti, aumentando il malcontento popolare.

Le conseguenze sociali del governo 

del conte d'Onatte

 

1.    Repressione e paura
Le numerose esecuzioni pubbliche e le misure repressive crearono un clima di paura e insicurezza tra la popolazione. ​

 

2.    Malcontento popolare
Le politiche fiscali, come la gabella sul tabacco, e la crisi alimentare peggiorarono le condizioni di vita della plebe, alimentando il risentimento verso il governo. ​

 

3.    Tensioni sociali
La severità del conte d’Onatte esasperò le divisioni tra nobiltà e plebe, con i nobili che si sentivano minacciati e la plebe che soffriva per le difficoltà economiche. ​

 

4.    Declino della nobiltà
Il conte d'Onatte limitò l'autorità dei nobili, riducendo il loro potere e la loro influenza, e punì severamente coloro che si opponevano al suo governo.

 

5.    Miglioramenti urbani
Nonostante il clima di tensione, il conte d'Onatte promosse alcune opere pubbliche, come la costruzione di fontane e il miglioramento di aree urbane.

 

6.    Ristabilimento dell'ordine
Nonostante le critiche, il governo del conte riuscì a riportare la stabilità nel regno, riducendo le rivolte e consolidando il potere spagnolo. ​

 

La reazione dei nobili al governo 

del conte d'Onatte

 

1.    Ostilità e congiure
Molti nobili si opposero al governo del conte, percepito come una minaccia al loro potere e alle loro prerogative. ​ Alcuni organizzarono congiure contro di lui, come il principe di Montesarchio e altri baroni. ​

 

2.    Arresti e punizioni
Il conte d'Onatte non esitò a punire i nobili che si opponevano al suo governo. Numerosi baroni furono arrestati, imprigionati o esiliati, e le loro terre furono occupate dalle truppe regie.

 

3.    Sottomissione forzata
Alla fine, molti nobili furono costretti a piegarsi al potere del conte d'Onatte, accettando la sua autorità e rinunciando alle loro pretese. ​

 


Il duca di Medina nel volume in cui si scrive e si disserta sul conte d’Onatte.

 

Il duca di Medina de las Torres è menzionato nel testo come uno dei viceré precedenti al conte d'Onatte, per evidenziare le differenze nello stile di governo e nella gestione delle tensioni sociali e politiche nel Regno di Napoli. ​

 

Il duca di Medina adottò un approccio più diplomatico e moderato, cercando di mantenere un equilibrio tra nobiltà e plebe, mentre il conte d'Onatte seguì un approccio autoritario e repressivo.

 

Durante il governo del duca di Medina, la nobiltà mantenne una posizione di potere e influenza, e il duca fu coinvolto in tensioni con il cardinale Filomarino, che interdisse la chiesa dell'Annunziata.

 

Inoltre, il duca di Medina è ricordato per la gestione delle gabelle e delle politiche economiche, che furono poi ampliate dal conte d'Onatte. ​


Alcune annotazioni che riguardano la figura 

del duca di Medina

e un ulteriore confronto con il conte d’Onatte.

Quali furono le principali politiche del duca di Medina,

quali conflitti ci furono tra il 

duca di Medina e il popolo,

come si sviluppò la nobiltà durante il governo d'Onatte

e In che modo il governo d'Onatte 

influenzò l'economia di Napoli.

Le principali politiche del duca di Medina de las Torres:

 

1.    Il duca di Medina introdusse e ampliò alcune imposte, come la gabella sul tabacco, per sostenere le finanze del regno. ​

 

2.    Cercò di mantenere un equilibrio tra nobiltà e plebe, evitando conflitti diretti e promuovendo una gestione pacifica del regno. ​

 

3.    Mantenne rapporti difficili con la Chiesa, in particolare con il cardinale Filomarino, che interdisse la chiesa dell'Annunziata, causando tensioni con il governo vicereale. ​

 

4.    Si concentrò sulla stabilità economica, anche se le sue politiche fiscali non furono sufficienti a risolvere le difficoltà economiche del regno.

I conflitti tra il duca di Medina e il popolo:

 

1.    L'introduzione di nuove imposte, come quella sul tabacco, causò malcontento tra la popolazione, già provata da difficoltà economiche.

 

2.    Sebbene il duca cercasse di mantenere un equilibrio tra le classi sociali, le imposizioni fiscali e le difficoltà economiche alimentarono un clima di insoddisfazione tra la plebe. ​

 

3.    Ci furono tensioni religiose con il cardinale Filomarino, che interdisse la chiesa dell'Annunziata durante una funzione pubblica, causando malcontento tra il popolo e la nobiltà.

Lo sviluppo della nobiltà durante il 

governo del conte d'Onatte

 

1.    Il conte d'Onatte cercò di ridurre l'influenza della nobiltà, imponendo la sua autorità e punendo severamente i nobili che si opponevano al suo governo.

 

2.    Molti nobili furono arrestati, esiliati o puniti per aver cospirato contro il governo del conte, portando a una riduzione del loro potere e della loro autonomia.

 

3.    Il governo del conte d'Onatte segnò un periodo di declino per la nobiltà napoletana, che perse parte della sua influenza politica e sociale.

L’influenza del governo del conte d'Onatte sull'economia di Napoli

 

1.    Il conte d'Onatte introdusse nuove gabelle, come quelle sul tabacco, sul vino e sul sale, per sostenere le finanze del regno, aumentando il malcontento popolare.

 

2.    Cercò di affrontare la crisi alimentare importando grano e regolando il prezzo del pane, ma la penuria di cibo e l'alto costo del grano causarono difficoltà economiche per la plebe. ​

 

3.    Promosse alcune opere pubbliche, come la costruzione di fontane e il miglioramento di aree urbane, contribuendo al decoro della città.

 

4.    Centralizzò il controllo economico, limitando l'autonomia dei nobili e rafforzando il potere della corona. ​

5.    Adottò misure punitive contro i trasgressori economici, come la confisca di beni e le condanne per frodi fiscali.


I conflitti che emersero durante il governo 

del conte d'Onatte,

una nota riguardo la “Compagnia della Morte”

 e gli “Impeciati”

e in che modo il suo governo influenzò 

la vita sociale a Napoli.

I conflitti emersi durante il governo del conte d'Onatte

 

1.    Conflitti con la nobiltà: 
Il conte d'Onatte adottò un approccio autoritario, riducendo l'influenza della nobiltà e punendo severamente i nobili che si opponevano al suo governo. 
Molti furono arrestati, esiliati o perseguitati, causando tensioni tra il governo vicereale e la classe aristocratica.

 

2.    Conflitti con il popolo: 
La reintroduzione delle gabelle e l'aumento delle imposte, come quelle sul vino, sul sale e sul tabacco, provocarono malcontento tra la plebe, già provata da difficoltà economiche e penuria di cibo. ​

 

3.    Congiure e sedizioni: 
Furono scoperte diverse congiure e sedizioni, come quelle legate al torrione del Carmine e alle fazioni della "Compagnia della morte" e degli "Impeciati", che cercavano di destabilizzare il governo e furono represse con severità. ​

 

4.    Conflitti religiosi: 
Il conte ebbe rapporti difficili con il cardinale Filomarino, che lo accusò di essere un tiranno, di mancanza di rispetto verso la Chiesa e di aver perseguitato alcuni ecclesiastici. ​

 

5.    Opposizione politica: 
Il governo del conte fu caratterizzato da un clima di repressione, con arresti e condanne di chiunque fosse sospettato di cospirare contro il vicereame.



Influenza del governo d'Onatte 

sulla vita sociale a Napoli:

 

1.    Repressione e controllo: 
Il governo del conte d'Onatte fu caratterizzato da un forte controllo sociale, con repressione del dissenso, esecuzioni pubbliche e condanne al remo per sedizione e crimini. Questo clima di paura influenzò profondamente la vita sociale, rendendo la popolazione più timorosa e sottomessa. ​

 

2.    Riduzione dell'influenza della nobiltà: 
Il conte d’Onatte limitò il potere della nobiltà, favorendo una maggiore centralizzazione del potere e alterando gli equilibri sociali, riducendo il ruolo tradizionale della nobiltà nella vita pubblica. ​

 

3.    Centralizzazione del potere: 
Il conte rafforzò il controllo della corona, riducendo l'autonomia delle istituzioni locali e accentuando il potere vicereale. ​

 

4.    Interventi urbanistici: 
Il conte d'Onatte promosse opere pubbliche, come la costruzione di fontane e il miglioramento di alcune aree urbane, contribuendo al decoro della città e influenzando positivamente la vita quotidiana dei cittadini.

 

5.    Gestione dell'annona: 
Il governo cercò di affrontare la crisi alimentare regolando il prezzo del pane e importando grano. ​ Tuttavia, la penuria di cibo e l'alto costo del grano continuarono a pesare sulla vita della plebe, causando malcontento. ​

 

6.    Tensioni economiche: 
Le politiche fiscali del conte, come l'aumento delle imposte e la regolazione dei prezzi dei beni di prima necessità, influenzarono negativamente la vita quotidiana della plebe, aggravando le difficoltà economiche. ​

 

7.    Cambiamenti culturali: 
Il conte d'Onatte cercò di promuovere la cultura e l'arte, ma il clima di repressione limitò la libertà di espressione e la partecipazione attiva della popolazione.

 

8.    Tensioni tra nobiltà e plebe: 
La repressione delle congiure e il controllo autoritario del governo accentuarono le divisioni sociali tra nobiltà e plebe, influenzando negativamente la coesione sociale. ​

Le reazioni del popolo al governo d'Onatte:

 

1.    Malcontento per le imposte: 
La reintroduzione di gabelle sul vino, sul sale e sul tabacco causò un forte malcontento tra la plebe, già provata da difficoltà economiche e penuria di cibo. ​

 

2.    Proteste e sedizioni: 
Il popolo reagì con proteste e congiure, cercando di destabilizzare il governo. ​

 

3.    Paura e sottomissione: 
La repressione severa e le esecuzioni pubbliche generarono un clima di paura, portando la popolazione a una maggiore sottomissione al governo vicereale. ​

 

4.    Tensioni sociali: 
La riduzione dell'influenza della nobiltà e il controllo autoritario del governo accentuarono le divisioni sociali, creando tensioni tra le classi. ​

 

5.    Apprezzamento per alcune misure: 
Nonostante il malcontento generale, il popolo apprezzò alcune misure, come la regolazione del prezzo del pane, l'importazione di grano e le opere pubbliche, che alleviarono parzialmente la crisi alimentare e migliorarono le aree urbane.


I punti chiave per la conclusione del documento 

sul governo del conte d'Onatte

 

  1. Politiche economiche:
    • Reintroduzione delle gabelle (vino, sale, tabacco) per sostenere le finanze del regno.
       ​
    • Regolazione del prezzo del pane e importazione di grano per affrontare la crisi alimentare.
       
    • Promozione di opere pubbliche, come la costruzione di fontane e il miglioramento urbano. ​
       
  2. Conflitti e repressione:
    • Arresti e condanne di nobili e popolari sospettati di cospirazione. ​
       
    • Scoperta e repressione di congiure, come quelle legate al torrione del Carmine. 
       
    • Relazioni difficili con la Chiesa, in particolare con il cardinale Filomarino.
       
  3. Influenza sulla vita sociale:
    • Riduzione dell'influenza della nobiltà e centralizzazione del potere.
       
    • Clima di paura e sottomissione tra la popolazione, con repressione del dissenso.
       
    • Tensioni tra nobiltà e plebe, ma anche soddisfazione per alcune misure economiche. ​
    •  
  4. Reazioni del popolo:
    • Malcontento per le imposte e difficoltà economiche.
    • Proteste e sedizioni, ma anche apprezzamento per alcune misure alimentari e urbanistiche.
    • Sostegno alla riduzione del potere della nobiltà.

 

 

Questi punti evidenziano 

un governo autoritario,

caratterizzato da repressione,

difficoltà economiche 

e tensioni sociali,

ma anche da alcune misure apprezzate dal popolo.

 

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Giacinto de' Sivo:
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Giacinto de' Sivo: "Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861".

Paolo

07/02/2026 12:08:00

La "Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861" di Giacinto de' Sivo è considerata l'opera più importante della storiografia legittimista e borbonica.

PIETRO COLLETTA
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PIETRO COLLETTA "Storia del Reame di Napoli dal 1734 sino al 1825"

Paolo

05/02/2026 11:51:00

La "Storia del Reame di Napoli dal 1734 sino al 1825" non è solo un libro di storia; è il resoconto appassionato, tormentato e talvolta feroce di un u

Nino Cortese: “AGGIUNTE AL SAGGIO DI BIBLIOGRAFIA COLLETTIANA”
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Nino Cortese: “AGGIUNTE AL SAGGIO DI BIBLIOGRAFIA COLLETTIANA”

Paolo

02/02/2026 12:30:00

Nel 1921 Luigi Lubrano pubblica, quale estratto dal “BOLLETTINO DEL BIBLIOFILO – ANNO III – NUMERI 1 – 4”, un opuscolo di Nino Cortese dal titolo AGGI

INDICE DEGLI ESTRATTI “Bollettino del bibliofilo” – Volume Primo e Volume Secondo
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INDICE DEGLI ESTRATTI “Bollettino del bibliofilo” – Volume Primo e Volume Secondo

Paolo

02/02/2026 11:41:00

Questa pagina presenta l’indice degli estratti selezionati dai due volumi del “Bollettino del bibliofilo”. Gli estratti qui raccolti affrontano sia temi di cara

Antonio Bellucci: “La cronaca delle infestazioni sataniche nella Casa dei Girolamini di Napoli”
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Antonio Bellucci: “La cronaca delle infestazioni sataniche nella Casa dei Girolamini di Napoli”

Paolo

31/01/2026 12:19:00

“Bollettino del Bibliofilo”: Lo scritto descrive una cronaca del XVIII secolo riguardante presunte infestazioni sataniche avvenute nella Casa dei Girolamini di

La “biblioteca Oratoriana dei Gerolomini” e lo scultore Giuseppe Sammartino – Sanmartino.
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La “biblioteca Oratoriana dei Gerolomini” e lo scultore Giuseppe Sammartino – Sanmartino.

Paolo

29/01/2026 10:45:00

Giuseppe Sanmartino (o Sammartino; Napoli, 1720 – Napoli, 12 dicembre 1793) è stato il più grande interprete della scultura del Settecento napoletano,

LA “BIBLIOTECA ORATORIANA DEI GIROLAMINI”
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LA “BIBLIOTECA ORATORIANA DEI GIROLAMINI”

Paolo

28/01/2026 09:58:00

La "Casa dei Girolamini" (o più correttamente il Complesso Monumentale dei Girolamini) non è solo un edificio, ma uno dei poli culturali più densi e a

Il Bollettino del bibliofilo – La bibliografia e i cataloghi librari - Volume Secondo
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Il Bollettino del bibliofilo – La bibliografia e i cataloghi librari - Volume Secondo

Paolo

27/01/2026 11:17:00

Il primo volume ci ha presentato la “Biblioteca Brancacciana”, questo secondo volume volume ci introduce alla “Biblioteca statale Oratoriana dei Girol

ALFONSO MIOLA I BENI DELLA CHIESA VESCOVILE DI TROPEA e di altre Chiese di quella Diocesi nel 1494
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ALFONSO MIOLA I BENI DELLA CHIESA VESCOVILE DI TROPEA e di altre Chiese di quella Diocesi nel 1494

Paolo

19/01/2026 09:59:00

È, quello seguente, un ulteriore articolo che viene pubblicato all’interno del secondo volume del  “Bollettino del Bibliofilo” - quadrimestre “settemb

Da “BOLLETTINO DEL BIBLIOFILO” – VOLUME PRIMO. LA BIBLIOTECA BRANCACCIANA
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Da “BOLLETTINO DEL BIBLIOFILO” – VOLUME PRIMO. LA BIBLIOTECA BRANCACCIANA

Paolo

17/01/2026 12:38:00

La Biblioteca Brancacciana fu fondata nel XVII secolo, precisamente nel 1673, grazie alla donazione della collezione personale di libri e manoscritti del cardin

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI” INDICE DEGLI ARTICOLI DEGLI ARGOMENTI CHE SONO COLLEGATI.
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DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI” INDICE DEGLI ARTICOLI DEGLI ARGOMENTI CHE SONO COLLEGATI.

Paolo

15/01/2026 12:53:00

Perché predisporre un indice riferito a “Domenico Confuorto – Giornali di Napoli” in cui viene riportato un elenco di 22 articoli, parte dei quali non contengon

Pietro Giannone e
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Pietro Giannone e "La storia civile del regno di Napoli". La scomunica del cardinale Francesco Pignatelli. “

Paolo

15/01/2026 11:56:00

L'Istoria civile del Regno di Napoli (1723) di Pietro Giannone è un'opera monumentale che ha rivoluzionato il modo di scrivere la storia, passando dalla narrazi

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. LA FIGURA DEL “CARDINALE NUNZIO” NELL’AMBITO DEL PROCESSO AGLI ATEISTI.
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DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. LA FIGURA DEL “CARDINALE NUNZIO” NELL’AMBITO DEL PROCESSO

Paolo

14/01/2026 10:29:00

La domanda: Chi è stato effettivamente il “Cardinale Nunzio” che emise e gestì le sentenze nei confronti di Giacinto De Cristofaro il 21 Dicembre del

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI. LA DESCRIZIONE DELL'ABIURA DEI PRINCIPALI CONDANNATI
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DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI. LA DESCRIZIONE DELL'ABIURA DEI PRINCIPALI CONDANNATI

Paolo

14/01/2026 10:07:00

La Pubblica Abiura di Giacinto de Cristofaro L'abiura più famosa e drammatica fu quella dei principali imputati, in particolare Giacinto de Cristofaro

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. Giambattista Vico, la “Scienza nuova” e le accuse che colpirono gli ateisti. Tommaso Cornelio e “Progymnasmata physica”.
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DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. Giambattista Vico, la “Scienza nuova” e le accuse che colpi

Paolo

13/01/2026 10:22:00

Giambattista Vico, non inserito nelle cronache narrate da Domenico Confuorto per gli anni dal 1679-1699, è di fatto collegato, ideologicamente, alle v

Narrativa

Pubblicazioni

Paolo Lubrano - Note, suggerimenti e testi vari.

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