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DOMENICO CONFUORTO “GIORNALI DI NAPOLI” Il XVI secolo - Giulia di Marco, l'alumbradismo e la “carità c

18/12/2025 10:58:00

Paolo

Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

DOMENICO CONFUORTO “GIORNALI DI NAPOLI” Il XVI secolo - Giulia di Marco, l'alumbradismo e la “carità carnale”

L'alumbradismo (termine spagnolo che significa "Illuminismo") è stato un movimento mistico nato in Spagna all'inizio del XVI secolo. È fondamentale pe

Andando avanti nello studio dell’opera di Domenico Confuorto e quindi dei movimenti religiosi e filosofici che, nel corso del XVII secolo, causarono gli interventi dell’inquisizione per combatterli e dunque la cronaca dei processi e delle condanne, vado leggermente indietro negli anni per guardare a quello che fu il movimento che precedette il Prequietismo e il Quietismo: l’alumbradismo.

Movimento che vide protagonista in prima persona Giulia di Marco e che coinvolse Serafina di Dio e, seppur parzialmente, Orsola Benincasa.

 

L'alumbradismo (termine spagnolo che significa "Illuminismo") è stato un movimento mistico nato in Spagna all'inizio del XVI secolo.

 

È fondamentale per capire vicende come quella di Giulia Di Marco, poiché ne rappresenta il precedente teologico e il modello che l'Inquisizione usò per perseguitare molte mistiche.

 

In sintesi, gli Alumbrados sostenevano che l'anima potesse raggiungere una comunicazione diretta con Dio attraverso un'illuminazione interiore, rendendo inutili le mediazioni della Chiesa.

 

1. I pilastri della dottrina

Il movimento si basava su alcuni concetti rivoluzionari (e pericolosi per l'epoca):

  • L'illuminazione interiore: Il fedele non ha bisogno di preti, sacramenti o riti esterni. Una volta che lo Spirito Santo "illumina" l'anima, questa entra in contatto diretto con la divinità.
  • L'abbandono (Dejamiento): Il credente deve abbandonarsi totalmente a Dio. In questo stato di passività assoluta, non è più l'uomo ad agire, ma Dio attraverso di lui.
  • Svalutazione delle opere: Se l'anima è unita a Dio, le opere esterne (digiuni, pellegrinaggi, messe) non hanno più valore. Conta solo lo stato spirituale interno.

 

2. Le conseguenze morali: l'"Impeccabilità"

Questo è il punto che collega l'alumbradismo allo scandalo di Giulia Di Marco. Gli Alumbrados più radicali sostenevano che:

Una volta che l'anima è giunta all'unione perfetta con Dio, essa diventa impeccabile.

Ciò significa che qualsiasi azione compiuta dal corpo (inclusi gli atti sessuali) non può più essere considerata peccato, perché l'anima è ormai fissa in Dio e non partecipa più alle bassezze della carne. Questa è l'origine teologica della cosiddetta "Carità Carnale".

 

3. Perché l'Inquisizione lo perseguitò ferocemente?

Per la Chiesa della Controriforma, l'alumbradismo era un nemico mortale per tre motivi:

1.   Rendeva inutile la Chiesa: Se il contatto con Dio è diretto, non servono più i preti.

2.   Somigliava al Protestantesimo: L'enfasi sulla fede interiore e la svalutazione delle opere ricordavano troppo le idee di Martin Lutero.

3.   Anarchia Morale: L'idea dell'impeccabilità apriva la porta a comportamenti libertini giustificati dalla religione.

 

4. Personaggi illustri "sospettati"

L'Inquisizione fu così ossessionata dagli Alumbrados che finì per sospettare chiunque praticasse una mistica profonda. Tra le vittime celebri dei sospetti ci furono:

  • Sant'Ignazio di Loyola: Fondatore dei Gesuiti, fu processato e imprigionato brevemente perché i suoi "Esercizi Spirituali" somigliavano troppo alle pratiche degli Alumbrados.
  • Santa Teresa d'Avila: Le sue estasi e i suoi scritti sulla preghiera mentale furono messi sotto stretta sorveglianza per anni, temendo fossero derivazioni dell'alumbradismo.

 

Il legame con il 1600 italiano

Quando a Napoli scoppiò il caso di Giulia Di Marco, l'Inquisizione non fece altro che applicare le "etichette" che aveva sviluppato in Spagna un secolo prima. Definire Giulia una "Alumbrada" (o seguace del Quietismo, che ne fu l'evoluzione seicentesca) era il modo più rapido per condannarla come eretica e non solo come semplice peccatrice.

 


Le pratiche degli Alumbrados (gli "Illuminati" spagnoli) erano finalizzate al raggiungimento di un'unione diretta e totale con Dio, eliminando 

qualsiasi ostacolo tra l'anima e la divinità.

Per l'Inquisizione, queste pratiche non erano solo sospette, ma sovversive, perché rendevano superflua l'istituzione della Chiesa.

Possiamo dividere le loro pratiche in due correnti principali, che spesso sfociavano in comportamenti radicali:

 

1. Il "Recogimiento" (Raccoglimento)

Questa era la pratica più moderata e meditativa, inizialmente accettata anche da ordini come i Francescani:

  • Introspezione profonda: Consisteva nel chiudere i sensi al mondo esterno per concentrarsi esclusivamente sulla presenza di Dio nell'anima.
  • Silenzio assoluto: Si evitavano le preghiere vocali (come il Rosario o le litanie) preferendo la preghiera mentale silenziosa.
  • Controllo dei pensieri: L'obiettivo era "svuotare" la mente da ogni immagine o concetto per lasciare spazio all'azione divina.

 

2. Il "Dejamiento" (Abbandono)

Questa era la pratica che più spaventava l'Inquisizione e che portò alle condanne per eresia:

  • Passività totale: Il fedele doveva "lasciarsi andare" (dejarse) completamente. Non doveva compiere alcuno sforzo, né compiere buone opere, perché ogni sforzo umano era visto come un atto di superbia che impediva a Dio di agire.
  • L'Impeccabilità: Si credeva che, una volta raggiunto lo stato di unione perfetta, l'anima non potesse più peccare. Qualsiasi impulso (anche sessuale o violento) era interpretato come volontà di Dio o come un movimento "naturale" della carne che non sporcava lo spirito.
  • Disprezzo per i Sacramenti: Se l'anima era già unita a Dio la confessione, la comunione e il culto delle immagini diventavano superflui o addirittura infantili.

3. Le manifestazioni fisiche (Estasi e Visioni)

Molti Alumbrados manifestavano segni esteriori che l'Inquisizione chiamava "fenomeni di santità affettata":

  • Tremori e deliqui: Durante la preghiera, il corpo poteva avere convulsioni o cadere in trance.
  • Visioni carnali: Le visioni non erano solo spirituali, ma spesso descritte con un linguaggio fortemente erotico o sensoriale (come accadde poi a Napoli con Giulia Di Marco).
  • Comunicazione non verbale: Tra i membri dei circoli degli Alumbrados si sviluppavano linguaggi fatti di sguardi e gesti che escludevano chi non era "illuminato".

 

4. Il rifiuto delle gerarchie

Praticamente, gli Alumbrados:

  • Ignoravano i precetti del digiuno e dell'astinenza.
  • Non riconoscevano l'autorità dei preti se questi non erano a loro volta "illuminati".
  • Incoraggiavano le donne (le cosiddette beatas) a predicare e commentare le Scritture, cosa assolutamente proibita all'epoca.

Perché erano perseguitati?

L'Inquisizione vedeva in queste pratiche un pericoloso mix di anarchia morale (se nulla è peccato, tutto è permesso) e individualismo religioso (se parlo direttamente con Dio, a cosa serve il Papa?).

 

Questa dottrina dell'abbandono è esattamente ciò che i tribunali ecclesiastici cercavano di rintracciare nei processi contro Serafina di Dio (per capire se il suo era vero misticismo cattolico) e contro Giulia Di Marco (che fu invece condannata proprio per aver usato il "dejamiento" come scusa per la sua "carità carnale").


Come distingueva, l'Inquisizione, tra un'estasi "vera" 

e una “falsa” ispirata dall'alumbradismo 

durante i processi.

 

Per l'Inquisizione, distinguere tra un'estasi divina e una diabolica (o simulata) era una vera e propria "scienza" chiamata Discrezione degli Spiriti (Discretio spirituum).

 

Gli inquisitori non si basavano su sensazioni, ma su rigidi protocolli contenuti in manuali per esorcisti e confessori.

 

Ecco i criteri principali che venivano usati per smascherare un "falso santo" o un seguace dell'alumbradismo:

 

1. La prova dell'Obbedienza (Il test definitivo)

Questo era il parametro più importante. Un'estasi veniva considerata falsa se la mistica mostrava resistenza alle autorità:

  • L'ordine del confessore: Se durante un'estasi il confessore ordinava alla donna di "tornare in sé" in nome dell'obbedienza e lei non lo faceva, il fenomeno era sospetto.
  • Serafina di Dio superò questa prova: quando le fu ordinato di smettere di comunicare le sue visioni e di restare in cella, lei obbedì senza protestare.
  • Giulia Di Marco fallì: continuò a predicare e a gestire il suo circolo di seguaci nonostante i richiami del Sant'Uffizio, dimostrando quella "superbia" che per i giudici era segno del demonio o di frode.

 

2. Gli effetti post-estasi

Gli inquisitori osservavano il comportamento della persona dopo il fenomeno mistico:

  • Estasi Divina: Lascia l'anima in uno stato di profonda umiltà, pace e desiderio di nascondersi agli occhi del mondo.
  • Estasi Alumbrada/Diabolica: Lascia agitazione, senso di superiorità ("io sono illuminata e voi no") e il desiderio di raccontare a tutti l'accaduto per ottenere fama.

 

3. La prova fisica (Il dolore e i sensi)

Si credeva che durante una vera estasi divina l'anima fosse così assorbita da Dio che il corpo diventasse insensibile. Gli inquisitori effettuavano test fisici brutali:

  • Punture e bruciature: Si pungeva la pelle con spilli o si avvicinavano candele accese alla carne della mistica in trance. Se la donna reagiva minimamente, l'estasi era dichiarata simulata.
  • La "Bellezza" del volto: Un volto che appariva deformato o eccessivamente sensuale durante l'estasi era visto come un segno di possessione o di "carità carnale".

 

4. L'Ortodossia del contenuto

Cosa diceva Dio durante la visione?

  • Se la visione rivelava segreti politici o criticava il Papa (come facevano spesso gli Alumbrados), veniva immediatamente etichettata come diabolica.
  • Orsola Benincasa camminò su un filo sottilissimo: criticò la corruzione di Roma, ma lo fece chiedendo una riforma della Chiesa, non la sua distruzione.

Questo la salvò.


In sintesi: Perché Giulia fu condannata e Serafina no?

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L'ironia della storia è che, agli occhi di un osservatore moderno, entrambe stavano cercando una forma di espressione religiosa intensa; ma nel Seicento, la differenza tra il rogo (o il carcere) e l'altare dipendeva interamente dalla capacità di sottomettersi alla gerarchia maschile.

 

Il dejamiento (letteralmente "abbandono" o "lasciarsi andare") è il concetto cardine della mistica degli Alumbrados e rappresenta lo stadio supremo della loro pratica spirituale.


Per Giulia Di Marco, questo concetto fu lo "scudo teologico" dietro cui nascose pratiche sessuali, trasformando un atto di devozione in quella che l'Inquisizione definì carità carnale.

 

1. La logica del Dejamiento: Dio agisce, l'uomo no

Il principio base è la passività assoluta. Secondo questa dottrina, il fedele deve smettere di sforzarsi di essere buono, di pregare o di compiere opere. Deve "abbandonarsi" così totalmente a Dio da diventare un guscio vuoto.

  • Scomparsa del "Me": Se io non esisto più e Dio occupa tutto il mio spazio interiore, allora non sono più io a muovere le mie mani o a provare desideri, ma è Dio che agisce attraverso di me.
  • L'Impeccabilità: Questo portava a una conclusione pericolosissima: se Dio agisce in me, io non posso più peccare. Qualsiasi cosa faccia il mio corpo, la mia anima resta pura perché è "fissa" in Dio.

 

2. Come Giulia trasformò il Dejamiento in "Carità Carnale"

Giulia Di Marco portò questa logica alle estreme conseguenze durante le riunioni segrete con i suoi seguaci (nobili, preti e donne dell'aristocrazia):

  1. L'atto sessuale come rito: Sosteneva che l'unione fisica tra lei e i suoi devoti non fosse un peccato di lussuria, ma un atto di "carità spirituale". Attraverso il contatto fisico, lei avrebbe "trasmesso" la grazia divina che riceveva durante le sue estasi.
  2. L'anestesia della colpa: Diceva ai suoi seguaci che, essendo loro in uno stato di dejamiento (abbandono totale alla sua guida spirituale), non dovevano provare vergogna o rimorso. Il piacere fisico era visto come un "accidente" irrilevante che non toccava la purezza dello spirito.
  3. L'autorità della "Madre": Poiché lei era l'unica veramente "illuminata", solo lei poteva decidere cosa fosse peccato e cosa no. In questo modo, il dejamiento diventava uno strumento di manipolazione psicologica e sessuale.

 

3. Perché l'Inquisizione lo considerava un crimine perfetto?

Per i giudici del Sant'Uffizio, il dejamiento era l'eresia suprema perché:

  • Eliminava il libero arbitrio: Se l'uomo è passivo, non è più responsabile delle sue azioni.
  • Rendeva inutile l'Inferno: Se non esiste più il peccato (perché tutto è "volontà di Dio"), non serve più il pentimento, né la confessione, né la paura della dannazione.
  • Distruggeva la morale sociale: Se una "santa" poteva giustificare il sesso come carità, l'intero edificio della morale cattolica crollava.

 

"Giulia non si limitava a peccare; insegnava che il peccato non esisteva per chi era unito a Dio." (Sintesi dei capi d'accusa del 1615).

 

4. La differenza con la mistica ufficiale

Mentre la Chiesa approvava il "raccoglimento" (preghiera intensa), condannava ferocemente l'abbandono passivo. Per la Chiesa, l'uomo deve sempre restare vigile e combattere le tentazioni; per Giulia, le tentazioni non andavano combattute, ma "attraversate" perché ormai innocue.


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