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Domenico Confuorto: “Giornali di Napoli” - Luigi Lubrano MCMXXX. A cura di Nicola Nicolini.

05/01/2026 10:19:00

Paolo

Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

Domenico Confuorto: “Giornali di Napoli” - Luigi Lubrano MCMXXX. A cura di Nicola Nicolini.

Domenico Confuorto, avvocato e genealogista napoletano del XVII secolo, è noto per i suoi Giornali di Napoli, una cronaca dettagliata e aneddotica del

Domenico Confuorto, avvocato e genealogista napoletano del XVII secolo, è noto per i suoi Giornali di Napoli, una cronaca dettagliata e aneddotica della vita cittadina tra il 1679 e il 1694.

Pur privo di una visione politica o storica profonda, Confuorto si distingue per la ricchezza e la precisione delle sue informazioni, che spaziano da matrimoni, funerali e scandali del clero, fino a eventi rilevanti come il quietismo e le controversie con la Santa Sede. ​

La sua narrazione riflette un orizzonte culturale limitato, tipico della borghesia napoletana dell'epoca, ma offre una preziosa testimonianza della società e delle dinamiche di Napoli nel tardo Seicento.

 ​

Ricapitolando…

…Vincenzo D’Onofrio nei suoi “Giornali di Napoli” narra e descrive gli avvenimenti avvenuti nel corso degli anni dal 1660 al 1680…

 

…Domenico Confuorto narra e descrive gli avvenimenti - matrimoni, feste, processi, duelli, questioni genealogiche e tutti i fatti di cronaca nello scorcio della Napoli seicentesca - avvenuti dal 1679 al 1699

 

Quelli narrati da Domenico Confuorto sono raccolti in due volumi finiti di stampare a Napoli dalla “Cooperativa tipografica sanitaria”  il 15 Marzo del 1931 - Editore Luigi Lubrano, per conto della “Società Napoletana di Storia Patria”.

I due volumi sono curati da Nicola Nicolini.

C’è dunque una sovrapposizione temporale tra le due cronache.

Due anni – il 1679 e il 1680compaiono entrambi nelle cronache dei due diaristi:

  • Vincenzo D'Onofrio racconta gli avvenimenti dal 1660 al 1680.
  • Domenico Confuorto racconta gli avvenimenti dal 1679 al 1699.

 

Di conseguenza, per i due anni in questione, due resoconti degli stessi eventi avvenuti a Napoli che si differenziano o che si doppiano?

Incerte, per una decisa mancanza di effettive informazioni biografiche, sono le notizie che si hanno su chi sia stato il Domenico Confuorto autore dei “Giornali di Napoli - dal 1679 al 1699”.

 

Utilizzo come fonte di informazione quanto riportato nel “Dizionario biografico degli Italiani” – Treccani, e nella “Prefazione” del professor Nicola Nicolini inserita nel primo dei due volumi stampati da Luigi Lubrano.

 

Domenico Confuorto, noto anche come Conforto o Di Conforto, fu un avvocato napoletano del XVII secolo, di cui si hanno poche informazioni dirette. ​  

 

È noto per le sue opere genealogiche e cronache sulla vita di Napoli. ​ Alcune delle sue opere furono pubblicate sotto pseudonimi, come "Roberto Lanza" e "Fortundio Erodoto Montecco". ​

 

Le opere attribuite a Domenico Confuorto includono​:

 

1.   Critica di Roberto Lanza (1692), una polemica genealogica sulla famiglia Carafa. ​

2.   Notizie d'alcune famiglie populari della Città, e Regno di Napoli (1695), rimasta manoscritta e conservata in diverse biblioteche.​

3.   Discorsi postumi (1701), una raccolta di genealogie nobiliari con 18 discorsi scritti da Confuorto. ​

4. Della famiglia Ceva (1732), pubblicata postuma, con attribuzione incerta. ​ ​

5.     Il Torto e 'l Dritto della Nap. ​ a Nobiltà (fine XVII - inizio XVIII secolo), manoscritto attribuito a lui.

6.   Giornali di Napoli (1679-1694), la sua opera principale, pubblicata nel 1930-1931 da Luigi Lubrano in due volumi, per conto della “Società napoletana di storia patria”- Cronache e documenti per la storia dell’Italia Meridionale dei secoli XVI e XVII.


Le informazioni dirette sulla vita di Domenico Confuorto sono dunque scarse. ​ Si sa che fu un avvocato napoletano e che il suo cognome era piuttosto comune a Napoli, cosa questa che rende difficile l'identificazione certa. ​  

 

Alcuni studiosi hanno cercato di associarlo a un notaio attivo a Napoli tra il 1636 e il 1674, ma questa identificazione è stata smentita. ​

Confuorto utilizzò pseudonimi per alcune delle sue opere, come "Roberto Lanza" e "Fortundio Erodoto Montecco".

Era un borghese napoletano con una cultura limitata alla giurisprudenza e alla genealogia, e si mostrava rispettoso dell'autorità costituita, pur criticando i suoi rappresentanti corrotti. ​


Quali sono le fonti utilizzate da Confuorto nei Giornali.

 

Confuorto arricchisce i suoi Giornali con un gran numero di documenti e materiali visivi, tra cui:

  • Opuscoli.
  • Placchette.
  • Giornali.
  • Incisioni.
  • Manifesti.
  • Fogli volanti. ​ 
    Questi materiali, inseriti come "pezze d'appoggio", servono a illustrare e corroborare gli episodi narrati. ​ Tuttavia, sono conservati solo nei volumi autografi fino al 1694, mentre per gli anni successivi l'editore ha dovuto utilizzare una copia meno fedele. ​

 

Il tono generale dei Giornali di Napoli riflette la cultura napoletana del XVII secolo attraverso:

 

  • Vivo e divertente, grazie alla narrazione aneddotica e ricca di dettagli che rispecchiano il carattere dinamico e colorito della vita cittadina. ​. ​
  • Critico, soprattutto nei confronti di funzionari corrotti e prepotenti con critiche che mettono in luce le contraddizioni della società napoletana, come la corruzione e gli scandali, che coinvolgono anche il clero.
  • Conservatore, riflettendo una mentalità borghese e un atteggiamento misoneista, ostile al rinnovamento culturale che evidenzia il conservatorismo e la resistenza al cambiamento culturale tipici di una parte della borghesia napoletana. ​
  • Minuzioso e stereotipato, con una tendenza a ridimensionare l'importanza di eventi storici e politici. ​
  • Interesse per la religione e la nobiltà, temi centrali nella cultura e nella vita sociale di Napoli dell'epoca. ​

Questo è quello che riporta il Prof. Nicolini

all’inizio della sua prefazione:

“Di un dottor Domenico di Conforto, di professione notaio, si serbano, nell’Archivio notarile di Napoli, i protocolli, comprendenti gli anni dal 1636 al 1674.

 

Nel 1692 fu pubblicata a Napoli, senza indicazione di luogo e di anno, una Critica di un Roberto Lanza a due principali luoghi dell’Istoria della famiglia Carafa composta dal regio consigliere Biagio Altomari; il qual Roberto Lanza, com’è detto nel frontispizio di un’Emendazione di quella Critica, pubblicata nello stesso anno dall’Altomari o Aldimari, sarebbe stato al secolo un Domenico di Conforto.

 

In più d’una biblioteca napoletana si serbano copie manoscritte di certe Notizie d’alcune famiglie popolari della città e Regno di Napoli divenute per dignità e ricchezze riguardevoli1: notizie messe insieme nel 1695 da uno pseudo “Fortundio Erodoto Montecco”, anagramma purissimo, come si diceva allora, di un “dottore Domenico Confuorto”.

Dal 1679 al 1699 un dottor Domenico Conforto o, alla napoletana, Confuorto, venne scrivendo i Giornali delle cose successe in Napoli, che vedono ora la luce per la prima volta.

 

Nel 1701, dalla stamperia napoletana di Domenico Gramignani, usci postumo il quarto volume dei Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli di Carlo de Lellis, curato da un Domenico Conforto, che vi aggiunse di suo una serie di annotazioni, ove sovente afferma. il contrario del testo e sopra tutto un Supplemento di altri [diciotto] discorsi genealogici di famiglie nobili della città e Regno di Napoli.

E finalmente nel 1736 fu pubblicato a Bologna un volume di 180 pagine in 4°, col titolo: Della famiglia Ceva, descritta in Genova nell’albergo Grimaldi, Discorso genealogico del dott. Domenico di Confuorto, continuato fino ai nostri giorni: il qual Discorso, quantunque l’anonimo continuatore non curasse di avvertire in qual punto avesse termine la fatica del di Confuorto e principio la sua, si può esser sicuri non fosse cominciato a preparare dal Di Confuorto prima del 1713, data di un Supplemento dl Matteo Egizio ad un Memoriale cronologico di un G. Marulli, citato fin dalla pagina 13.

Ciò premesso, tutti codesti Domenico de Conforto, Conforto, Confuorto e di Confuorto, sono, per avventura, una persona sola? Cosi parve al Padiglione1 (a cui per altro, restò ignoto il Di Confuorto del libro sui Ceva Grimaldi2), e, dopo di lui, la cosa è stata asserita certa. 

 

Ma che sia invece dubbia, molto dubbia, anzi parzialmente impossibile, apparirà a chiunque rifletta che, ammettendola, bisognerebbe concedere altresì che l’autore dei Giornali nascesse intorno al 1610, se non anche in epoca anteriore; che non prima dei venticinque o ventisei anni imprendesse l’esercizio del notariato; che sui sessantacinque cedesse lo studio notarile; che dai settanta ai novanta, invece di volgere la mente ai casti pensieri della tomba, vivesse una vita del tutto diversa, dandosi a fare, con battagliera alacrità, l’avvocato, il polemista e il giornalista; e per ultimo che dai novanta ai cento e più occupasse codeste horae subsicivae, consacrandosi a lavori genealogici. È una longevità giovanile, di cui non mancano al certo esempi (ricordare quello, classico, di Leopoldo Ranke); ma che, per quanto concerne l’autore dei Giornali, non è suffragata da altra prova o, meglio, presunzione, che da quella, labilissima, dell’identità d’un nome e d’un cognome quanto mai comuni a Napoli.


I “Giornali di Napoli” (1679-1694), fu dunque tra tutte le altre,

la sua opera più importante!

Si tratta di una cronaca dettagliata della vita cittadina e sono una fonte preziosa per la ricostruzione della vita cittadina e degli eventi storici di Napoli alla fine del XVII secolo.

 

Una cronaca ricca di informazioni su matrimoni, funerali, scandali, e questioni politiche e religiose. ​ Sebbene non fosse uno storico di grande spessore, i suoi scritti offrono una preziosa testimonianza della Napoli dell'epoca e offrono una testimonianza unica su vicende rilevanti, come il quietismo, il processo degli ateisti e le controversie giurisdizionali con la Chiesa, inclusi eventi come le controversie con la Santa Sede. ​

 

La ricchezza di dettagli e la precisione delle informazioni rendono quest'opera fondamentale per comprendere la società, la cultura e la politica napoletana dell'epoca, nonostante le limitazioni intellettuali dell'autore. ​

 

I Giornali includono anche documenti e materiali visivi, conservati solo nei volumi autografi. ​

Confuorto si distingue dagli altri cronisti dell'epoca per la ricchezza e la precisione delle informazioni che i suoi “Giornali di Napoli” (1679-1694) contengono. ​

 

L'informazione fornita da Confuorto si distingue per la sua ricchezza di dettagli e la precisione. ​

 

Rispetto ad altri cronisti coevi, come Innocenzo Fuidoro e Antonio Bulifon che trattano eventi più ampi e significativi, le sue cronache si concentrano su dettagli minuti e aneddotici della vita quotidiana di Napoli, come matrimoni, funerali, duelli, risse scandali e questioni genealogiche. ​

 

I suoi scritti includono numerosi documenti visivi, tra cui opuscoli, manifesti e fogli volanti, che arricchiscono la narrazione degli eventi e che offrono un ulteriore livello di approfondimento. ​

 

Tuttavia, il suo orizzonte mentale era limitato e non mostrava particolare intelligenza politica o capacità di analisi storica ed è criticato per la sua mancanza di capacità analitica e per appiattire l'importanza degli eventi narrati. ​


I Giornali di Napoli si distinguono dalle altre cronache coeve, come i Giornali di Innocenzo Fuidoro (1660-1680) e il Cronicamerone di Antonio Bulifon (1670-1692 e 1700-1706), per la loro ricchezza di dettagli e precisione delle informazioni, soprattutto rispetto ad altre cronache coeve come:

 

  • I Giornali di Innocenzo Fuidoro (Vincenzo d'Onofrio), che coprono gli anni 1660-1680, e il Cronicamerone di Antonio Bulifon, che abbraccia gli anni 1670-1692 e 1700-1706. ​ Questi testi, pur essendo importanti, non raggiungono il livello di dettaglio e varietà di informazioni offerto da Confuorto. ​
  • Carattere aneddotico e vivace dei Giornali di Confuorto, che li rende unici nel raccontare la vita quotidiana e gli eventi cittadini, anche se spesso appiattisce l'importanza dei fatti narrati. ​
  • Inserimento di materiali originali, come opuscoli e manifesti, che arricchiscono la narrazione e non si trovano nelle altre cronache. ​

 

Mentre le altre cronache si concentrano su eventi più ampi e significativi, i Giornali di Confuorto si focalizzano su informazioni minute e aneddotiche, come scandali, risse, duelli e processioni. ​

 

Inoltre, Confuorto arricchisce la sua narrazione con un gran numero di documenti visivi, come opuscoli e manifesti, che illustrano gli eventi descritti. ​

 

In sintesi, i Giornali di Confuorto si distinguono per la loro completezza e unicità, fornendo una documentazione preziosa e spesso insostituibile per la storia di Napoli alla fine del XVII secolo. ​

L'importanza dei Giornali per la storia di Napoli.

 

I Giornali di Napoli di Confuorto sono una fonte storica di grande rilevanza per comprendere la vita e gli eventi della città alla fine del XVII secolo. ​ La loro importanza risiede in:

 

  • Ricchezza e precisione delle informazioni, che includono dettagli su matrimoni, processioni, funerali, duelli, risse, scandali e questioni genealogiche. ​
  • Documentazione unica di eventi significativi, come le vicende del quietismo, il "processo degli ateisti", la cacciata del delegato dell'Inquisizione romana e le controversie giurisdizionali con la Santa Sede. ​
  • Inserimento di materiali originali, come opuscoli, manifesti e fogli volanti, che arricchiscono il racconto e forniscono ulteriori dettagli sugli episodi narrati. ​
  • Prospettiva sociale e culturale, che offre uno spaccato della vita quotidiana e delle dinamiche della società napoletana dell'epoca. ​

 

Nonostante la mancanza di una visione politica o di capacità analitiche da storico, i Giornali di Confuorto rappresentano una testimonianza preziosa per ricostruire la storia e la cultura di Napoli in quel periodo. ​


Le principali critiche mosse a Confuorto riguardano la sua mancanza di profondità intellettuale e di capacità analitica.

 

Rispetto agli altri cronisti, Confuorto è criticato per la sua mancanza di intelligenza politica e capacità di analisi storica, spesso appiattendo l'importanza degli eventi narrati. ​

Era considerato un autore "venale", accusato di inventare storie per guadagnare denaro. Biagio Altomari, con cui Confuorto ebbe una vivace polemica, lo definì "Autor venale" e lo accusò di creare "mille favole il giorno per pochi carlini". ​

Inoltre, il suo stile narrativo tendeva ad appiattire l'importanza degli eventi, riflettendo una mentalità angusta e misoneista, estranea al movimento culturale di rinnovamento che caratterizzava Napoli in quel periodo. ​

 

Confuorto si mostra dunque misoneista, ovvero ostile al cambiamento e al progresso culturale. ​

 

Rimane estraneo e contrario al vasto movimento di rinnovamento culturale che caratterizzava Napoli nel XVII secolo. ​

 

La sua mentalità, tipica di un borghese napoletano dell'epoca, lo porta a ignorare o respingere le innovazioni culturali, preferendo concentrarsi su aspetti tradizionali e conservatori della società. ​


Una nota a proposito degli atteggiamenti e

della mentalità “misoneista” di cui si scrive.

Un atteggiamento misoneista indica una forte avversione, ostilità o paura verso tutto ciò che è nuovo, il cambiamento e l'innovazione.

Il termine deriva dal greco:

  • mîsos: odio, avversione.
  • néos: nuovo.

Quindi, letteralmente significa "odio per il nuovo".

 

Le Caratteristiche del Misoneismo

 

Chi manifesta misoneismo tende a:

  • Rifiutare il Cambiamento: Preferisce mantenere lo status quo, le tradizioni e le abitudini consolidate, ritenendole più sicure e affidabili.
  • Mostrare Scetticismo: Accoglie con diffidenza e scetticismo le nuove idee, tecnologie, metodi o mode.
  • Idealizzare il Passato: Spesso ha una visione idealizzata del passato ("si stava meglio prima") e teme che l'innovazione possa peggiorare le cose.

 

È il concetto opposto a quello di filoneismo, che è l'amore o la forte attrazione verso la novità.

Il misoneismo è un concetto spesso usato in sociologia, psicologia e storia per descrivere una resistenza culturale o individuale all'evoluzione.


La cultura napoletana si riflette nel lavoro di Confuorto attraverso:

 

  • L'attenzione alla religione, con descrizioni dettagliate di scandali ecclesiastici e processioni. ​
  • L'interesse per la nobiltà, che evidenzia il ruolo centrale delle famiglie aristocratiche nella società napoletana. ​
  • La vivacità e il colore della narrazione, che rispecchiano il dinamismo e la complessità della vita cittadina. ​
  • Il conservatorismo e la resistenza al cambiamento, tipici della borghesia napoletana dell'epoca. ​

 

Confuorto fornisce informazioni dettagliate e aneddotiche sulla vita quotidiana di Napoli nel XVII secolo.

 

Nei suoi Giornali di Napoli, descrive la vita quotidiana a Napoli in modo minuzioso e aneddotico concentrandosi su eventi ordinari e dettagli della vita cittadina.

Racconta matrimoni, funerali, duelli, risse, processioni, scandali, scampagnate viceregali e questioni genealogiche. ​

Dedica particolare attenzione alla nobiltà e agli scandali del clero, oltre a eventi politici e religiosi come il “quietismo”, il "processo degli ateisti" e le controversie con la Santa Sede. ​


I suoi scritti includono anche documenti visivi, come opuscoli, manifesti e fogli volanti, che arricchiscono la narrazione. ​

 

La sua narrazione è vivace e ricca di particolari, offrendo un quadro dettagliato della società napoletana del XVII secolo.

 

In quella che è la vasta gamma di eventi cittadini che Confuorto registra nei Giornali di Napoli, ci sono dunque:

 

  • Matrimoni e celebrazioni familiari. ​
  • Processioni religiose e cerimonie. ​
  • Funerali e commemorazioni.
  • Duelli e risse. ​
  • Scampagnate viceregali.
  • Scandali legati alla nobiltà e al clero. ​
  • Questioni genealogiche e dispute di primogenitura. ​
  • Eventi politici e religiosi, come il quietismo, il "processo degli ateisti" e le controversie con la Santa Sede. ​ Questi eventi offrono una visione vivida e dettagliata della vita quotidiana e delle dinamiche sociali di Napoli nel XVII secolo. ​

I Giornali di Napoli di Confuorto si caratterizzano per:

 

  • Ricchezza e precisione dell'informazione, con una grande quantità di dettagli su eventi cittadini. ​
  • Focus su aspetti quotidiani e aneddotici, come matrimoni, funerali, duelli, risse, processioni e scandali. ​
  • Inserimento di documenti visivi, tra cui opuscoli, manifesti e fogli volanti, che arricchiscono la narrazione. ​
  • Mancanza di analisi politica e storica, con una tendenza a minimizzare l'importanza di eventi significativi. ​
  • Prospettiva borghese, che riflette un orizzonte mentale limitato e un atteggiamento misoneista. ​
  • Attenzione alle vicende della nobiltà e del clero, spesso con critiche ai loro comportamenti. ​

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DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI. LA DESCRIZIONE DELL'ABIURA DEI PRINCIPALI CONDANNATI
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI. LA DESCRIZIONE DELL'ABIURA DEI PRINCIPALI CONDANNATI

Paolo

14/01/2026 10:07:00

La Pubblica Abiura di Giacinto de Cristofaro L'abiura più famosa e drammatica fu quella dei principali imputati, in particolare Giacinto de Cristofaro

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. Giambattista Vico, la “Scienza nuova” e le accuse che colpirono gli ateisti. Tommaso Cornelio e “Progymnasmata physica”.
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DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. Giambattista Vico, la “Scienza nuova” e le accuse che colpi

Paolo

13/01/2026 10:22:00

Giambattista Vico, non inserito nelle cronache narrate da Domenico Confuorto per gli anni dal 1679-1699, è di fatto collegato, ideologicamente, alle v

Narrativa

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Paolo Lubrano - Note, suggerimenti e testi vari.

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