Con il fornirmi la copia del romanzo "Santa Cecilia" di Barrili, la Biblioteca Comunale "Angelluzzi" di Eboli mi ha fornito indirettamente notizie che altrimenti non avrei potuto avere.
Il volume acquistato da me tramite eBay infatti, è sì in un decente stato di conservazione ma probabilmente manca delle pagine finali e della terza e quarta di copertina.
Poco male perché comunque possiedo una copia originale seppur parziale di un volume di questa collezione.
Don Luigi Lubrano nelle sue memorie non fa menzione a questa collezione, non ne scrive nulla.
Si può intuire l'esistenza di questa sua iniziativa solo nel punto in cui nel citare un episodio che coinvolge il cognato scrive
"[ .... ] Poiché durante la mia permanenza a Napoli avevo potuto constatare gli errori fatti da mio suocero, con la pretesa di amministrare la mia libreria, decisi la liquidazione totale di essa, trattenendomi solo tutti i libri di bibliofilia.
E mio cognato Ferrara, con il quale ero stato in società per la pubblicazione dei volumi economici, si rese acquirente per Lire 6.000. [ .... ] "
Le informazioni riportate in "Santa Cecilia" permettono di individuare il significato di questa collezione, ipotizzare un minimo di volumi che ne fanno parte, la formula di "marketing" dell'epoca che prevede la presentazione di romanzi pubblicati, anche di non molto rilievo letterario, di autori importanti quale ad esempio Emile Zola.
Non posso non notare che oltre alla caratteristica dell'utilizzo di vocaboli e costruzioni del testo di tipo arcaico anche se non proprio obsoleto, il nome di battesimo di quasi tutti gli autori stranieri è scritto in italiano:
EMILIO ZOLA, DANIELE LESUEUR, GIORGIO OHNET, MARCELLO PRÉVOST, PAOLO DE KOCK, PAOLO BOURGET, ALFONSO DAUDET, RENATO MAIZEROY.
Fanno eccezione TURGHÉNIEF il cui nome Ivan non si trasforma in Ivano, e Conan Doyle il nome del quale non viene neanche riportato con la sola iniziale puntata "A."
Come a esempio accade con Quinel: "C. QUINEL" autore del quale non troviamo nessuna informazione.
Non riferita a lui, non al romanzo pubblicato.
In verità non abbiamo reperito nulla anche di Renato Maizeroy.
Le promozioni di alcuni titoli pubblicati
Libreria Editrice Lubrano e Ferrara
NAPOLI – Via Costantinopoli 103 - NAPOLI
IL ROMANZO PER TUTTI
Si è pubblicato:
GIORGIO OHNET
CUORI IN PENA
LA VITTIMA
144 pagine con 5 illustrazioni di Wogel fuori testo. L. 1,50
IN RIVA AL FIUME
144 pagine con 5 illustrazioni di Wogel fuori testo. L. 1,50
La penna finissima di Giorgio Ohnet è ben conosciuta, da ogni ceto di persona, in modo tale da far ricercare dai più antichi, agli ultimi suoi scritti.
Questi due sono gli ultimi usciti in Francia e, acquistatene la esclusiva proprietà per l’Italia, sono stati pubblicati, per la prima volta, con le medesime illustrazioni francesi, stampate su carta americana fuori testo.

La penna finissima di Giorgio Ohnet è ben conosciuta, da ogni ceto di persona, in modo tale da far ricercare dai più antichi, agli ultimi suoi scritti.
Questi due sono gli ultimi usciti in Francia e, acquistatene la esclusiva proprietà per l’Italia, sono stati pubblicati, per la prima volta, con le medesime illustrazioni francesi, stampate su carta americana fuori testo.
Georges Ohnet (Parigi, 3 aprile 1848 – Parigi, 5 maggio 1918) è stato uno dei romanzieri e drammaturghi francesi più formidabili in termini di vendite e popolarità tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, incarnando perfettamente il fenomeno del romanzo popolare d'appendice (feuilleton) dell'epoca.
La formazione e gli inizi
Nato in una famiglia della solida borghesia parigina (il padre era un noto architetto), Ohnet intraprende inizialmente gli studi in legge e muove i primi passi come avvocato. Ben presto, però, la passione per la scrittura lo spinge verso il giornalismo, collaborando con testate come Le Pays e Le Constitutionnel. Sperimenta inizialmente il genere teatrale, ma è con la narrativa che incontra il grande pubblico.
Il trionfo commerciale: Le Master de Forges
La svolta fondamentale arriva quando decide di raccogliere i suoi romanzi sotto un unico ciclo programmatico intitolato Les Batailles de la vie ("Le battaglie della vita").
Il successo diventa planetario nel 1882 con la pubblicazione di Le Maître de forges (Il padrone delle ferriere).
Il romanzo, che esplora i contrasti e le passioni tra la nobiltà decadente e la nascente e laboriosa borghesia industriale, diventa un bestseller assoluto. Ohnet stesso ne trae una versione teatrale di immenso successo e, successivamente, l'opera conoscerà numerosi adattamenti cinematografici (anche in Italia, durante l'epoca del muto e nel cinema sonoro).
Lo stile e la critica
La cifra stilistica di Ohnet si basava su:
- Trame melodrammatiche e avvincenti: Ricche di colpi di scena, sentimenti nobili, passioni travolgenti e immancabili conflitti sociali.
- Ideologia rassicurante: I suoi testi celebravano i valori della borghesia dell'epoca, come il lavoro, l'onore e il riscatto sociale, garantendo quasi sempre il trionfo della virtù.
Nonostante l'adorazione del pubblico (i suoi libri si vendevano a centinaia di migliaia di copie, cifre astronomiche per l'epoca), Ohnet fu aspramente osteggiato dalla critica letteraria d'élite.
I sostenitori del Naturalismo e del Realismo – su tutti Jules Lemaître e i fratelli Goncourt – lo accusavano di convenzionalismo, sentimentalismo e di produrre una letteratura "commerciale" o banale.
Ciononostante, la sua macchina narrativa rimase impeccabile e amatissima anche all'estero, ampiamente tradotta e diffusa nelle collane popolari italiane della fine del secolo e dei primi del Novecento.
Negli ultimi anni della sua vita descrisse gli eventi della Prima Guerra Mondiale nei volumi del suo Journal d'un bourgeois de Paris pendant la guerre de 1914, prima di spegnersi nella sua città natale nel 1918.

FONTI
Le informazioni che fornitE fanno parte delle biografie storiche e letterarie standard di Georges Ohnet e della storia dell'editoria europea tra Ottocento e Novecento.
Non provengono da documenti personali della mia cronologia, ma derivano da dati storici consolidati presenti in dizionari enciclopedici, repertori bibliografici ed enciclopedie letterarie (come la Treccani in Italia o il Dictionnaire Larousse per l'ambito francese).
Le specifiche relative alla ricezione dell'opera di Ohnet e alla sua larghissima diffusione nelle collane popolari italiane si basano sui repertori di storia dell'editoria e della letteratura popolare di quel periodo.
(Nota: L'immagine del ritratto d'epoca proviene dall'archivio storico di Getty Images ed è stata scattata nel 1883).






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